Bob Marley “NEVER LET THE CHILDREN CRY”

Nel 1979 a Bob Marley toccò un onore che avrebbe gratificato la sua intera carriera: a Nassau fu invitato dal governo per l’International Year of The Child Benefit Concert. Lo show era tenuto a beneficio dell’Anno Internazionale del Bambino. Al suo arrivo Marley fu salutato da centinaia di isolani e di turisti messisi in fila sulla Bay Street, poi fu accolto dal Presidente della commissione nazionale dell’ Anno Internazionale del Bambino, la signora Beryl Hanna e da Rubia Nottage, capo del comitato per la raccolta dei fondi.

Marley si esibì gratuitamente, rifiutando qualsiasi onorario e dichiarò di essere molto felice di fare qualcosa per l’Anno Internazionale del Bambino e felice di essere alle Bahamas. La speranza era di ricavare 300.000 dollari per realizzare un ricovero per i bambini più sfortunati. Già l’anno prima aveva girato l’unico videoclip della sua vita a Londra e aveva scelto come sfondo una festa multirazziale di bambini. Nel video Marley appare giocoso, rilassato, scherza con i bambini come fosse anch’egli uno di loro.
Bob amava i bambini. In molte occasioni fermava la sua auto per mettersi a giocare con loro ai lati della strada. Si sentiva fortificato nell’animo dalla loro presenza. “Voglio avere tanti figli quanti sono i granelli di sabbia sulla spiaggia” amava ripetere. Ed in effetti di figli ne ebbe molti: 12 quelli riconosciuti e si stimano altrettanti quelli ignoti sparsi in giro per il mondo. Il rapporto tra Marley e i bambini fu senza dubbio di amore puro ed incondizionato.
Quando nel 1964 conobbe rita, che era una ragazza-madre, non esitò ad adottarne la figlia, la piccola Sharon. Nel suo recente libro “No woman no cry” Rita racconta delle premure che lui aveva nei riguardi di quella bambina; guadagnava poco ma quel poco lo usava per far fronte alle necessità della piccola.

E quando Rita e Bob ebbero i loro primi figli, l’amore paterno di Marley si fece ancor più evidente. Mandò i suoi figli a scuola, diede loro una educazione, li portava con se in tour ogni volta che poteva, li instradò alla musica e scrisse per loro una canzone “Children in The Street” il cui testo ci dice quanto Marley fosse realmente preoccupato per la sorte di tutti i bambini del mondo “I bambini giocano in strada Fra bottiglie rotte e mucchi di immondizia Non hanno nulla da mangiare Seduti al buio cercano la luce”

Ma non è l’unica canzone in cui Marley parla dei bambini. “Children” è la parola forse più usata nell’intera sua discografia. Quando doveva rivelare una verità nelle sue canzoni, lo faceva rivolgendosi sempre ai bambini, come a sottolineare che i bambini erano i più puri per accogliere un messaggio di more, fratellanza e redenzione. Ecco quindi “Dite la verità ai bambini” in Babylon System, “Jah è vivo bambini” in Jah Live, “Bambini fatevi una cultura” in Natty Dread, “I bambini di Jah devono unirsi” in Jamming fino alla secca dichiarazione di Trenchtown Rock che recita “I’ll never let the children cry” e cioè “Non permetterò mai che i bambini piangano”.
Forse perché lui da piccolo aveva pianto molto, abbandonato dal padre appena nato e a 16 anni dalla madre che lo lasciò nel ghetto di Trenchtown per andare a cercare fortuna negli Stati Uniti. Noi tutti del Bob Marley Magazine facciamo nostra quell’invocazione espressa in “Trenchtown Rock” e ci sentiamo vicini ai tanti, troppi bambini che soffrono ancora nel mondo e vicini alle organizzazioni meritorie che, come Telefono Azzurro, ci permettono di alleviarne le sofferenze.

Marco Virgona e Ivan Serra

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