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Intervista a Fabrizio Laganà

1) quando hai conosciuto musicalmente Bob?
Il primo giorno che ho ascoltato Bob,era un pomeriggio del settembre 1977,quando Davide un mio amico,mi consigliò di ascoltare un LP di un certo Bob Marley And The Wailers, “EXODUS” il titolo rosso con la copertina tutta di color oro. Bene,a quel punto era come se avessi preso una scossa all’interno di me,dove mi ha tremendamente rivoluzionato l’animo. La canzone che vorrei segnalare,causa principale del mio amore per il reggae,è stata “WAITING IN VAIN”,e devo sottolineare che tuttora mi fa lo stesso effetto di circa 24 anni fa. Da quel momento in poi non ho mai smesso di cercare tutti gli altri artisti che fanno la colonna sonora quotidiana della mia vita.

2) come la sua musica ha influenzato la tua vita?
La mia musica ha influenzato molto la mia vita in svariati sensi, ad elencarli tutti farei addormentare chiunque,ma ricordare inizialmente l’impatto con i miei amici,non Davide,quasi schifati di quello che ascoltavo,è stata una doccia gelata. Un distacco brutale dal reggae,quasi ad averne paura,ma il brutto è che se ci aggiungete anche abbondanti spruzzate di razzismo becero,ecco,la miscela d’odio è pronta! Comunque con il passare degli anni e dei decenni,nel mio caso, questi fenomeni per fortuna sono spariti, e noto con molto piacere che sempre più gente viene “catturata o attratta” dalle vibes del reggae,e questo grazie anche ai sound system che promuovono reggae, nelle piazze,nei parchi e nei locali, ed anche grazie alle trasmissioni radiofoniche che diffondono sempre reggae con grandoi ospiti in studio. A mio avviso c’è ancora molto da fare,soprattutto far entrare in quei cervelli che il reggae non è solo erba,droga,rasta,negri,ecc…. e quant’altro possono dichiarare; i messaggi che trasmettono sono ben altri, come la giustizia,la pace,l’amore per il prossimo,la libertà d’espressione,la libertà di parlare e combattere tutte le ingiustizie, e dovrebbero diventare “veri e propri cartelli di civiltà” per l’uomo e tutta la razza,affinchè si riesca a smetterla di raccontare bugie a pioggia per distruggere in tutti i modi questo già super distrutto pianeta!.)

3) tu hai conosciuto molti artisti reggae,parlando con loro,come vedono la figura di Marley?
Durante i miei viaggi a Londra,Jamaica,Parigi e anche quì a Roma,ho incontrato parecchi artisti e musicisti (l’elenco completo lo troverete nell’introduzione del mio libro “Massive Reggae Discography”), quindi parlare di Bob con loro sembrava troppo facile e scontato,ed infatti quasi tutti dicevano un gran bene di Bob come: “E’ stato il Padre del reggae per tutti noi,l’ambasciatore della Jamaica in tutto il mondo”. C’è da dire però che alle sue spalle aveva un colosso della produzione musicale a quei tempi, come Chris Blackwell patron della famosa etichetta “ISLAND RECORDS”,e tutti i giamaicani l’hanno soprannominato “CHRIS BLOODWELL”,come dire sfruttatore fino alla morte. Il discorso forse si complica,ma è la verità,può fare bene o male a tutti noi a secondo dei fatti accaduti durante tutti i suoi anni nel percorso musicale di Bob dall’anno 1974/5 fino alla fine 1980/81. Non vanno dimenticati i lunghi tour che duravano per lunghe settimane senza sosta,poi appena finito il tour nemmeno il tempo di riprendersi una breve pausa,che subito di corsa in studio a provare e a riprovare per registrare nuove canzoni ed ancora via in tour per le promozioni degli stessi albums. Uno stress che Bob non avrebbe mai immaginato, ed infatti il decadimento fisico e la malattia,hanno trovato terreno fertile sul corpo di Bob,pieno di acciacchi e l’infezione mal curata al piede e altri problemi e preoccupazioni collegati ai Wailers. Quindi parlare di Bob con gli artisti era abbastanza facile,ma una mia intervista speciale con ANSEL COLLINS tasteriesta storico della musica reggae,durante il backstage del concerto di JIMMY CLIFF (organizzato dalla Good Stuff Promotion) quì a Roma nel luglio 1991, Ansel rimase elettrizzante dato che durante l’intervista gli raccontai di un altro mio incontro avvenuto nel giugno 1979 sempre a Roma,con PRINCE FAR I,leggendario rootsman dub poetry,soprannominato “THE PRINCE OF PEACE” dai Culture suoi carissimi amici. Passando alle prime domande gli chiesi: F.L. (Fabrizio Laganà) “Dietro gli strani assassinii di CARLTON BARRETT e PETER TOSH ,pensi ci possa essere la mano degli scagnozzi della mafia di Rita “Anderson” Marley per l’eredità di Bob? – prima di rispondermi,mi guardò incredulo; A.C. (Ansel Collins) “Ma tu sei giamaicano o italiano?,a quanto pare sai più tu che un commissario di polizia o del governo stesso,e credevo che solo qualche persona la pensava come me,ma vedo che anche oltre oceano c’è qualcuno che il cervello gli funziona alla perfezione! Certo esiste la mafia,in maniera diversa ma gli attacchi,le pressioni.le intimidazioni esistono dappertutto, e purtroppo la Jamaica non è esclusa da questa pura pazzia collettiva. F.L.”Infatti ti faccio vedere una mia lista di nomi di artisti barbaramente trucidati,o in agguati o uccisi dalla polizia corrotta; nomi come PRINCE FAR I, HUGH MUNDELL, JACOB MILLER, MAJOR WORRIES, MICHAEL SMITH, LEE VAN CLIFF, TOYAN, FATHEAD (compagno di Yellowman in quasi tutti gli LP) PETER TOSH e CARLTON BARRETT, fanno riflettere molto perchè sembra uno studio approfondito per distruggere le ottime menti umane, affinchè regnino solo i corrotti, i collaboratori “INFORMER”. – vista la mia lista rimase ancor di più sorpreso,e d’un tratto andò a chiamare gli altri musicisti per fargli vedere tutti i miei fogli,appunti,liste,notizie, ecc…. A.C. “Yeah Man,you’re a rightfull man,truly!! (tradotto significa una persona molto seria e giusta) – e poi continua a dirmi During my life,I never know a person like you.

4) che ricordo hai dello show di Bob a Torino?
Bene,mi sembra che sia passata un’eternità ma il ricordo e’ fresco e vegeto come se ci fossi stato ieri,quindi e’ un vero piacere raccontarvi quel 28 giugno 1980. Arrivai alla stazione di Torino Porta Nuova verso le 16 dopo un viaggio in treno lungo 9 ore e subito mi recai al negozio di dischi che vendeva in prevendita i biglietti ancora disponibili per il concerto e dopo sempre in taxi di corsa allo Stadio Comunale per entrare e prendere la postazione migliore per il concertone. Mi stazionai alla destra del palco posizionato in Curva Maratona vicino ad altri ragazzi che venivano dalla sicilia,e siccome ero da solo feci amicizia immediatamente con loro. I concerti iniziarono verso le 18 con il primo gruppo irlandese/scozzese degli Average White Band,ma il pubblico non gradì affatto il loro show pessimo e sconosciuto,a tal punto da essere bersagliati da tutto ciò che si poteva tirare,bottigliette di plastica,frutta,cartacce ecc. e dopo mezz’ora furono costretti ad andarsene!! Con il cambio palco dopo poco arrivò Pino Daniele,Tony Esposito e la band per un concerto strepitoso veramente,conoscendo appena alcune sue canzoni sono stato felice ad assistere all’unico concerto di Pino Daniele il quale ha emozionato lo stadio intero e l’atmosfera era formidabile per l’eventuale arrivo successivo di Bob Marley. Verso le 22 di nuovo il cambio palco, questa volta la febbre era altissima e quando sono usciti i Wailers a prendere posizione sul palco con i propri strumenti,lo stadio esplose letteralmente,così il concerto ebbe inizio con 4 canzoni delle I-THREES con Marcia Griffiths,Judy Mowatt e Rita Marley e al momento in cui s’introduceva l’ingresso di Bob sul palco,veramente un boato da finale di coppa del mondo (trovandoci tutti allo stadio era d’obbligo!) accolse Bob che iniziò a cantare per circa quasi 2 ore di continuo,ma lui stesso dopo un’intervista rimase stupefatto nel vedersi davanti una folla di 70.000 persone con fiaccole,accendini,fuochi che illuminavano lo stadio quasi a giorno! Non mi scorderò mai quella serata,perchè alla fine dello show, sotto palco era successo qualcosa di molto strano,cioè vidi le I-THREES che piangevano a dirotto,ed io proprio non sapevo cosa era successo,non potevo entrare perchè non in possesso di PASS,non si poteva accedere al backstage e quindi mi ricordo solo quel triste momento,capito solo quasi un anno più tardi,quando la malattia di Bob aveva preso il sopravvento sul suo corpo. Il fatto fu che Bob si era sentito male,era svenuto tra i gradini del palco,come del resto successe a Pittsburg nel suo ultimo ufficiale concerto prima della sua scomparsa definitiva. A Pittsburg addirittura svenne proprio mentre cantava, tra lo stupore generale dei suoi fans a migliaia. Quindi il ricordo nello stesso tempo è bello/brutto per ovvi motivi,vedersi l’unica volta Bob dal vivo e l’anno seguente che muore,non capita tutti i giorni è lascia molto dolore dentro credetemi,poi per non parlare anche di Peter Tosh,visto al suo concerto a Roma il 13 Settembre sempre dell’80, anche se l’anno ucciso nel 1987. Tra malattie ed omicidi la lista degli artisti scomparsi è arrivata ad un numero pazzesco,quasi 60 cantanti,comunque il ricordo è generalmente dedicato a tutti loro!

5) tu sei andato diverse volte in Jamaica,puoi raccontarci che emozioni hai provato?
Raccontare in breve tutti i miei viaggi in Jamaica non è assolutamente facile,infatti potrei scrivere un altro libro parallelo a quello scritto per il reggae,perche’ i fatti,le persone,gli incontri,l’atmosfera,la bellezza dell’isola,le emozioni ed anche le paure hanno creato un clima surreale ogni volta che tornavo sull’isola. Comincio dal 30 luglio 1992 giorno di partenza per la Jamaica e rimanenza prevista fino al 31 agosto. Arriviamo (io ed Emanuela my girlfriend!) a Montego Bay di sera,ed appena aperto il portello dell’aereo ci arrivò un vento caldo ed umido molto intenso e con un profumo denso tipico che si respira in tutta l’isola. Al Gate d’uscita c’era il pandemonio dei taxi driver abusivi e non, che non facevano altro che prendere le valigie dei turisti con forza pur di accaparrarsi una corsa,anche se il turista non voleva prendere un taxi o un cab. Così decidemmo di andare in un albergo di Montego vicino all’aereoporto perchè eravamo distrutti dal viaggio,dal caldo e dal fuso orario,ma questo per me non è stato mai un problema. Il giorno dopo messo a fuoco dove eravamo,con il sole che fin dalle 6 già bruciava,sono andato in giro per trovare una macchina in affitto,dato che 2 notti a Montego erano troppe da passare. Così andai in giro in centro,e subito quasi d’incanto chi ti incontro? Il primo artista fu Jimmy Cliff all’interno del suo negozio di dischi “ONENESS RECORDS” e si ricordò dell’incontro a Roma dell’anno precedente a Roma quando intervistai Ansel Collins,e tra contentezza generale e stupore dei clienti all’interno,sembravo io l’evento e non lui,così c’intrattenemmo un po a parlare del concerto ed altro,comprando un bel po di dischi super scontati. Dopo un’oretta,decisi di affittare una macchina MAZDA 123 piccola ma ottima,con lo stereo per le mie cassette e così partimmo alla volta di Negril. Io che guidavo per la prima volta in English Style,fu davvero uno straordinario momento,passare per molti centri conosciuti solo per nome,come Maroon Town,che dal nome omonimo s’intende la zona dove tuttora risiedono i Maroons,i primi abitanti dell’isola prima dell’arrivo di C.Colombo nel 1494 (sempre citati nel mio libro,con un capitolo a loro dedicato). Giunti a destinazione ci rilassiamo un attimo dato che guidare in Jamaica equivale a molto stress e pericoli vari di ogni genere,bambini,caprette e mucche,si ti passano vicino e stanno quasi sempre in mezzo alla strada,guai ad incontrarle di notte,l’incidente e la morte sono assicurati. Dopo qualche giorno d’ambientazione,comincio a svolgere tutto un elenco d’impegni e di appunti da fare, una volta arrivato sull’isola. Quindi la tappa obligatoria a Kingston era senza dubbio la prima,siccome tutto il reggae ruota intorno alla capitale,tra studi di registrazione,negozi di dischi,case degli artisti e quant’altro uno voglia soddisfare le proprie conoscenze,volevo cercare assolutamente tanti artisti e comprare parecchi dischi alcuni quasi introvabili,ma ho avuto molta fortuna conoscendo la mia “guida” personale,quale Vincent “Vin” Gordon alias Don Drummond Jnr.,musicista, che con il suo trombone accompagnò Bob Marley in parecchie incisioni in studio. Devo ringraziare lui per avermi portato in tanti luoghi,alcuni vi assicuro pericolosissimi,se ci si va da soli senza nessuno del posto si puo’ rischiare di grosso e conoscere tanti artisti che da decenni volevo incontrare,dato che ascoltavo i loro dischi sin dalla fine degli anni ’70. Questi nomi sono sempre elencati nell’introduzione del mio libro,ma ricordarne alcuni come Derrick Harriott,Al Campbell,Bongo Herman,Big Youth,Squiddly Cole,Augustus Pablo,King Stitch che abita attaccato allo STUDIO ONE in Brentford Road al n.15,al 13 ci sono gli studi e mi ricordo che mi fece entrare nella sua casa e conosciuto sua moglie,mi accomodai nella loro stanza e seduto sul “loro” letto,vicino aveva una cassa in legno piena di 45 giri originali dello Studio One e così incominciai a vedere che dischi voleva vendermi. Dischi bellissimi e tenuti bene,per fortuna, dato che in molti li trattano malissimo,acquistai una 20ina di 45 giri ad un prezzo di J$ 800 che all’epoca erano circa 40 dollari a £.1200 per dollaro,spesi 50 mila lire per dei dischi che ora sono quotati la spesa totale per ciascun disco,immaginate il valore dei collezionisti. Questa fu la mattinata incredibile,tutti mi confondevano per un produttore o manager americano o inglese,ed invece ero semplicemente un appassionato del reggae e dell’isola; chi mi chiedeva:”Ti canto quello che vuoi,fammi cantare,fammi registrare”, porca miseria magari veramente, avessi potuto farlo lo avrei fatto ininterrottamente senza stancarmi mai,ma siccome dovevo ancora girare un bel po,me ne andai di nuovo in North Parade a vedere altri negozi. Il tempo scorreva veloce e bisognava tornare a Negril,4/5 ore da Kingston, quindi andiamo agli Aquarius Studios dove incontriamo altri artisti come Al Campbell e Bongo Herman che parlavano tra di loro e Vin Gordon interrompendoli me li fece conoscere,Al Campbell dopo averci parlato va in macchina e prende una copia del suo ultimo album:”This is for you,truly free!” non mi sembrava vero non mi ha chiesto nessun soldo in cambio,dato che in Jamaica tutti non fanno altro che mendicare soldi e obligarti a vendere di tutto; rimasi molto contento del gesto,anche perchè avevo con me tutte le liste dei dischi che stavo cercando e le biografie di alcuni cantanti,e le foto scattate con tutti gli artisti che sono venuti a Roma per i concerti dell’organizzazione “Good Stuff Promotion” dove io ho lavorato dal 1985 al 1991. Vedendo Sugar Minott,Aswad,Mutabaruka,Prince Far I,Gregory Isaacs,Barrington Levy,Third World,Jah Woosh,Burning Spear e tanti altri,tutti insieme andammo in giro ad un parco a parlare meglio del mio progetto di scrivere un libro,ma l’idea era molto remota all’epoca,ma nello stesso tempo mi procuravo tutte le informazioni per chissà quale periodo per un’eventuale trascrizione del libro. Il segno lo lasciai a tutti coloro che ho incontrato durante tutti miei viaggi,e ricordo soprattutto a Nine Miles luogo dove riposa Bob, sulla collina del suo mausoleo,che incontrai allo shop, fatto apposta messo in maniera strategica, dove dovevi per “forza” fermarti ed entrare a comprare qualcosa,sennò……. bene incontrai una maestra della scuola “Primary School” che sta vicino all’ingresso del mausoleo,la quale mi chiese se potevo aiutarla per i suoi bambini a scuola, se potevo spedirle del materiale didattico in inglese per imparare le prime nozioni scolastiche. Non ci ho pensato due volte,mi scrissi nome e cognome della maestra e l’indirizzo della scuola di Nine Miles e una volta a Roma comprai 18 kg. tra libri in inglese per bambini,quaderni,matite,gomme,pennarelli e spedito il tutto con corriere,arrivò tutto a destinazione senza furti al seguito. Ecco questo è un ricordo che vale la pena di ricordare,oltre che al reggae, il mio augurio era quello di poter aiutare in qualsiasi modo chi ne avesse avuto bisogno,soprattutto i bambini. Ora non posso dilungarmi più di tanto,anche perche’ da raccontare ce n’è veramente tanto eccome,potrei scrivere non saprei quante pagine quindi a questo punto mi fermerei quì.

6) com’è nata l’idea di realizzare una discografia completa del reggae?
Vorrei innanzitutto dire che la mia discografia non è assolutamente completa,nel senso che qualche artista o qualche disco mi sia scappato fuori controllo e senza dubbio giustificabile dal fatto che riuscire in una simile impresa,stento veramente a credere che non si può non sbagliare. L’idea di scrivere un libro vero e proprio era da tanto tempo che volevo farlo,ma tra problemi logistici,di ricerche varie,di tempo da dedicargli dal fatto che dovevo andare molte volte in Jamaica e a Londra,ho sempre aspettato e archiviato tutto il mio materiale,fin dal 1977-78,riviste,articoli,giornali,ritagli e altro affinchè un giorno mi sarebbero potuti servire per la realizzazione appunto di un libro sulla discografia del reggae. La scintilla scattò quando nel maggio 1997,ad un anno d’inizio della mia attività di venditore di dischi presso il negozio di un mio conoscente, subimmo il gravoso furto,dove i ladri ci portarono via tutto il negozio,i 2 impianti stereo completi,tutti i rispettivi dischi,lui vende black music,salsa e merengue,ed io solo ed esclusivamente Reggae. Avevo investito circa 12 milioni,tra liquidazione di Good Stuff ed i miei risparmi, ed avevo un catalogo fornitissimo tra Lp,CD,Cassette,Video,45 giri,Discomix,riviste reggae,t-shirt stupende, così tutto d’un colpo rimasi fregato 3 volte,senza soldi,senza dischi e senza lavoro,perchè non avevo più risorse alcune,anche perchè di solo reggae non si può guadagnare più di tanto,ma ero agli inizi quindi avrei aspettato un po prima di avere una bella clientela. E’ andata come è andata,ma il brutto della storia è che Enzo proprietario del negozio si scordò di pagare l’assicurazione,per gravi motivi familiari,rimandando come si fa spesso il pagamento del bollettino C/C,così non ci fu nessun rimborso. A questo punto potete immaginarvi il mio stato d’animo,distrutto profondamente,non sapevo più cosa fare,e l’idea di sfogarmi nello scrivere è stata quasi obligatoria e susseguente al furto,incominciai a tirar fuori tutto quello che avevo imparato,ascoltato,archiviato, intervistato,conosciuto in tutti questi anni di intensa passione per il reggae. Quindi ho incominciato a scrivere capitolo per capitolo del libro,e supportato anche dal fatto che non esisteva un libro pazzo del suo genere,ero agevolato perchè nessuno aveva mai avuto il coraggio di stilare una lista di più di 1770 artisti,iniziando il percorso musicale dal 1960 fino all’anno scorso. Inizialmente volevo scrivere solo le discografie,ma poi mi accorsi che era troppo tecnico e spoglio,senza introduzione alcuna non mi piaceva insomma,e decisi di scrivere tutti i capitoli del libro e raccontando in breve i miei incontri con gli artisti che mi sono stati vicini nell’impresa ardua nello scrivere un libro,il mio primo libro,incredibile ma vero e reale! Inoltre guardando tra i miei vari libri,ho notato che nessuno consigliava l’ascolto di nessun disco e le discografie era al quanto sbagliate,dove si elencavano dischi cantati da altri; per non parlare poi dei musicisti inesistenti,esclusi da questo discorso solo i Wailers di Bob ma tutti gli altri dove stanno? chi sono? con chi hanno suonato?. Anche Vin Gordon me lo disse al tempo:”Tu sei uno dei pochi che s’interessa anche dei musicisti”. Purtroppo il reggae viene ostacolato da troppe persone,sfruttatori,promotori incalliti,manager incapaci,etichette discografiche che pensano tanto per cambiare solo ed esclusivamente al profitto,pagando poco, male e non sempre i cantanti reggae,alcuni con qualità eccellenti. Spero vivamente che tutti coloro che avranno una copia del libro, sarà di fondamentale importanza per conoscere e capire la Jamaica,il suo popolo,la gente,la sua musica,dalle radici dell’isola fino ai tempi moderni. In futuro avrei messo in cantiere,sicuramente l’imminente versione inglese la quale viene incredibilmente richiesta da più parti in tutto il mondo, delle biografie personali di ciascun cantante,con annessa discografia completa,spero di LP/CD 45 giri e disconix. Questo è un augurio che mi faccio da solo,spero comunque a tutti coloro che ascoltano reggae di diffonderlo sempre ed ovunque.

Fabrizio Laganà nasce a Roma il 16 Gennaio 1965, conosciuto anche come ‘Mr. Roots ‘n’ Culture’, è collezionista di dischi, DJ, promotore di concerti e di serate ed amante della musica reggae fin dal 1977; nella sua città ha collaborato per un programma musicale presso Radio Città Futura nel 1982-83 e nel 1995 presso Power Radio Station; ha lavorato presso la “Good Stuff Promotion”, un’organizzazione di concerti reggae e di tour sia a Roma che in tutta Italia nel periodo 1984 – 1991 nel seguente ordine: ‘ Tribute to Bob Marley ‘ 11 Maggio ’84 Roma con gli Africa United, Different Stylee, Puff Bong e Jah Children Family Band – ‘ Tribute to Bob Marley’ 11 Maggio ’85 a Borgo S.Vittore Cesena con Puff Bong, Different Stylee, Niominka & The Spliffire – ‘Reggae Estate ’85 ‘ 14-15-16 Luglio’85 Roma con Gregory Isaacs, Barrington Levy, Third World, Jah Woosh, Militant Barry, Sly’n'Robbie & The Taxi Gang – Jah Woosh 8 Ottobre ’85 al Tuxedo Club Torino Militant Barry 30 Gennaio ’86 Roma – Burning Spear 13 Marzo ’86 Roma – ‘Tribute To Bob Marley’ 10 Maggio ’86 Roma con Rainbow Stepper – ‘Reggae Estate ’86 ‘ 15-16-17 Luglio ’86 Roma con Black Uhuru, Aswad, Bloodfire Posse, Wailers – Burning Spear 16 Aprile ’87 Roma – ‘Reggae Connection ’87 16-17-18 Luglio ’87 Roma con U Roy, Misty In Roots, Toots Hibbert, Papa Levy, Black Roots, Linton Kwesi Johnson, Mikey General, Bikey Dread – Africa United 4 Gennaio ’88 Roma – Lorna Gee 12 Febbraio ’88 Roma – Aswad 16 Aprile ’88 Roma – Jimmy Cliff 29 Aprile ’88 Roma – Wailers 6 Luglio ’88 Roma – ‘Reggae Connection ’88 10-14-16 Luglio ’88 Roma con Sly’n'Robbie, Foundation, Donovan, Yellowman, King Sunny Ade (afro-music Nigeria), Dennis Brown – ‘Ariwa Showcase ‘ 2 Ottobre ’88 Roma con Mad Professor, Sandra Cross, Macka B, Kendell Smith, Aisha – Fela ‘Anikulapo’ Kuti afro-music 15 Novembre ’88 Roma – Daddy Freddie 10 Marzo ’89 Roma – Mutabaruka 15 Aprile ’89 Roma – ‘Tribute To Bob Marley’ 11 Maggio ’89 Roma con Black Roots, Dub Invaders, Africa United – Linton Kwesi Johnson & Dennis Bovell Dub Band 21 Settembre ’89 Roma – ‘Reggae Superfest’ 90 16 Gennaio ’90 Roma con Lloyd Parks & We The People Band, Dennis Brown, Freddie McGregor, Marcia Griffiths – I Jah Man Levy 22 Marzo ’90 Roma – Misty In Roots e Adioa 24 Aprile ’90 Roma – ‘Tribute To Bob Marley’ 11 Maggio ’90 Roma con Three Dimension, Azikmen, Different Stylee – Aswad 30 Gennaio ’91 Roma – Sugar Minott 12 Aprile ’91 Roma – Culture 14 Giugno ’91 Roma; ha scritto vari articoli riguardanti gli artisti reggae e la storia del reggae su riviste e fanzine nel periodo 1985 – 1989; ha viaggiato a Londra e in Jamaica per continuare le sue ricerche e fare alcune interviste con i migliori artisti e musicisti; dal giugno 1996 al giugno 1997 ha gestito una parte del negozio di dischi, denominata come ‘Roots’n'Culture Records’, specializzata nella vendita di dischi reggae d’importazione da tutto il mondo con rarità in LP, e tutto il suo catalogo di CD, 45giri, Discomix, Video, T-Shirt, Riviste, e cassette; nell’Aprile del 1998 ha deciso di costruire un Sound System insieme ad altri appassionati e chiamarlo “Soul Roots”; nel Luglio del 1999 ha continuato a scrivere alcuni articoli sulle riviste italiane di musica reggae “Rasta Snob”, dove ha scritto articoli su Luciano e Prince Far I e dedicando alcuni Special Tribute ad alcuni artisti e veterani della storia reggae scomparsi nel 1999 quali: Augustus Pablo, Dennis Brown, I-Roy, Prince Lincoln Thompson e Joe Higgs, e nel 2000 Bim Sherman e Maurice ‘Blacka Morwell’ Wellington e ora collaboratore della rivista “Reggae Revolution” con l’articolo dedicato alla memoria di Peter Tosh; oggi ha deciso di pubblicare il risultato di tutto il lavoro svolto durante tutti i 24 anni dedicati al reggae, seguendo fin dall’inizio la carriera di ciascun artista e produttore, scrivendo il libro intitolato “Massive Reggae Discography ” .

(Il libro è disponibile per l’acquisto presso l’autore stesso: Il costo è di L. 30.000: contattare Fabrizio all’indirizzo e-mail sottostante per le modalità.)

FABRIZIO LAGANA’ CONTACTS:
Sito Web: http://www.rootsandculture.it/
email 1: flagan@libero.it

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avatar Ivan Serra, 35 years old, inherits the love for Bob Marley from his father. In 1984 he buy his first Bob..s album, “Legend”, and it..s love at first sight. Ivan is a musician, a guitarist, and a talent web master. He interviews Roger Steffens, Ziggy Marley, italian Journalists Daniele Caroli and Marco Basso who provide some of the rarest photos of Bob..s stay in Italy. Ivan has a large archive of rare and unreleased Marley tapes, videos, memorabilia.