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Dal SunnyVibes – Intervista a Luciano

musica_luciano(Luciano al Sunsplash 208: foto Tato Richieri)

Luciano è uno straordinario interprete della musica giamaicana del nostro tempo e vederlo in concerto ed incontrarlo è sempre una bellissima esperienza. Uscito all’inizio del 2008 il suo ‘Jah is my navigator’ è uno dei suoi migliori dischi di sempre ed è il lavoro che continua a promuovere anche quest’anno. A parte qualche piccola discontinuità, peraltro comprensibile in un artista che si esibisce molto ed a elevati standards energetici, suoi recenti cinque concerti italiani hanno evidenziato il suo buon momento.

Noi l’abbiamo incontrato alla vigilia del suo primo concerto italiano proprio l’11 maggio e cioè l’anniversario della morte di Bob Marley. Ci è parso quindi doveroso incominciare la lunga chiacchierata con il disponibilissimo Luciano dalla memoria del grande artista:

D: Oggi è l’11 maggio e cioè l’anniversario della morte di Bob Marley: puoi dirci quanto è forte per te l’influenza di Bob Marley?

R: Devo ringraziare infinitamente Bob Marley, il grande re del reggae per il suo lavoro e per l’eredità che ci ha lasciato. Noi continuiamo a percorrere la strada che lui ha aperto ed a fare musica positiva. La sua lezione è ancora attualissima così come la sua musica ed il sentiero che lui ha tracciato ha reso il nostro operato più facile…comporre musica, andare in tour…lui ha appassionato generazioni e generazioni di appassionati di reggae.

D: Qual è la tua primissima memoria della musica di Bob Marley?

R: Credo avessi avuto circa tredici anni ed ero nel cortile di casa quando ho iniziato a cantare una delle sue canzoni…(Luciano inizia a cantare ‘Jammin’)…stavo cantando e ballando sotto l’albero di mango quando mia madre è uscita e mi ha sgridato…credo lei abbia intepretato la parola ‘Jammin’ come qualcosa di brutto…

D: Può in effetti avere diversi significati…

R: Si infatti…non potrò mai dimenticare questo aneddoto…

D: La versione di ‘With a little help from my friends’ dei Beatles che hai fatto per Easy Star All Stars sta avendo molti passaggi radiofonici qui in Italia. Puoi raccontarci questa esperienza?

R: I produttori sono arrivati e volevano che io cantassi quella specifica canzone, così ho imparato le parole e ho ascoltato la melodia…la canzone è bellissima, mi ha emozionato e l’ho interpretata volentieri…il testo può essere valido anche per la mia esperienza perché con qualche piccolo aiuto possiamo fare veramente tanto. E’ stato un onore per me aver avuto l’opportunità di far parte di questo progetto sui Beatles.

D: Il tuo ultimo CD ‘Jah is my navigator’ è uscito da più di un anno: hai nuovi lavori in uscita?

R: Sto lavorando a nuovi progetti ma non sono ancora completati. Attualmente sto ancora promuovendo ‘Jah is my navigator’ e ci sono varie canzoni di questo CD nella scaletta.attuale dei miei concerti. Tornando a Bob Marley, una di queste è appunto la mia versione di ‘Jah live’ che è sempre accolta molto bene dal pubblico che ovviamente ama l’opera di Bob Marley.

D: Come hai avuto l’idea di rifare la canzone? E’ stata una proposta di Dean Fraser che ha prodotto ‘Jah is my navigator’?

R: Questa è una delle canzoni di Bob Marley preferite da Dean…nel corso degli anni lui ha rivisitato varie volte l’opera di Bob con le sue versioni di sax nei vari volumi di ‘Dean plays Bob’.
Lui ha avuto l’idea ed io ho riflettuto sul fatto che in effetti c’è bisogno di ribadire che Jah è vivo perché succedono cose brutte e la gente perde un senso per cui vivere così è sempre importante ricordare che Jah è vivo…è una grande canzone.

D: Mi ricordo che parecchio tempo fa hai ripreso anche ‘Crazy baldhead’ e ‘Running away’ per Sly & Robbie in entrambi i casi in compagnia di Beenie Man…

R: Si, è vero: credo che facemmo un ottimo lavoro per ‘Crazy baldhead’, credo che brother Beenie Man fosse più focalizzato sui temi conscious in quel periodo…durante gli anni sono approdato varie volte alla musica di Bob Marley perché è stato un autore straordinario e continuo ad ammirare tantissimo il suo lavoro.

D: In ‘For the leaders’ ti sei rivolto direttamente ai leaders mondiali pregandoli di cambiare atteggiamento. A questo proposito Barak Obama è stato eletto e molte persone nel mondo considerano la sua elezione un grande segno di cambiamento in positivo. Cosa ne pensi?

R: Se ti ricordi un mio album si chiama ‘A new day’ e questo è proprio uno dei principali motti di Obama nella sua campagna elettorale. Noi tutti abbiamo aspettato da molto tempo un segnale di cambiamento…nel tempo tanti leaders hanno assunto posizioni di potere ma non hanno usato il loro potere nel modo corretto e cioè per aiutare la gente e migliorare il livello generale di vita. Questo quindi è un cambiamento che aspettavamo da molto tempo…un presidente con un background spirituale, credo che voglia veramente migliorare le condizioni della sua gente e credo stia lavorando duro per farlo…in questi gorni stanno usando il suo primo termine di cento giorni per valutare quello che ha fatto ma ci vorranno molto di più di cento giorni. Tra l’altro se fai paragoni con i presidenti precedenti non puoi non considerare che la loro situazione non era così complessa come ora con questa crisi…c’è la recessione, il riscaldamento globale, tanti altri problemi come le varie guerre…ci vorrà tanto per migliorare le cose…io voglio dire che supporto Barak Obama e lui ha bisogno del supporto di tanta gente come noi…E’ un nuovo giorno e noi possiamo farcela a patto che siamo uniti.

D: Sei sotto contratto con la etichetta VP. Al momento la VP ha acquistato la Greensleeves e costituisce probabilmente il maggior gruppo discografico mondiale del reggae. Pensi che facciano il meglio per promuovere e vendere dischi reggae o potrebbero fare le cose diversamente o in qualche modo meglio?

R: Penso avrebbero potuto spendere meglio il denaro invece di acquistare Greensleeves: avrebbero dovuto e dovrebbero fare di più per promuovere gli artisti ‘culturali’ come me. Ho fatto molti tours e VP non mi ha mai dato nessun supporto economico. Io penso che siano come tutti gli altri ed il loro guadagno per loro viene prima di tutto il resto. In generale credo dovrebbero avere più considerazione per gli artisti conscious come me.

D: La tua avventura musicale è molto lunga ed hai composto alcune tra le migliori conscious tunes della storia recente del reggae. Se torni indietro ai tuoi inizi, credi che il tuo modo ispirativo per comporre le canzoni sia cambiato in qualche modo?

R: Più o meno il modo in cui compongo ed il mio stile sono gli stessi di quei giorni. Il mio scopo è di aiutare la gente ad elevare la vita e superare i problemi quotidiani. Penso che il bisogno di questo tipo di argomenti sia aumentato e ritengo di dover essere sempre molto concentrato su questi temi…specialmente i giovani hanno bisogno di guida. Oggi abbiamo la tecnologia molto presente nella nostra vita ed abbiamo molti canali di comunicazione che ci sono rivolti ed i giovani sono in questo modo molto esposti a messaggi ed energie negative. Per questo dobbiamo essere molto concentrati ed intensificare ora più che mai il nostro messaggio. Quando sono in tour e parlo con la gente vedo di come reagiscano entusiasticamente alle mie canzoni e di come queste canzoni possano essere per loro un sollievo per i loro problemi, una voce di speranza o di ispirazione. Devo essere grato per il fatto che ho una ottima band dietro le spalle che mi aiuta a fare quello che non potrei fare da solo. Voglio ringraziare anche tutti gli altri artisti conscious e ribadisco che dobbiamo intensificare il nostro messaggio perché assistiamo quotidianamente a cose terribili…bambini che partoriscono bambini, famiglie che si disgregano…

D: Di solito come componi un brano: sviluppi le idee da solo con la chitarra, preferisci lavorare in sala prove con il gruppo o ascolti i ritmi già fatti dai produttori e ci scrivi le liriche?

R: Utilizzo tutti i modi di cui parli: a volte abbozzo i miei pezzi suonando la chitarra, a volte lavoro su delle idee con tutta la band in studio…Quando sono in viaggio a volte una idea mi colpisce e cerco di fissarla registrandola con un piccolo registratore…le melodie mi arrivano nel modo più strano come un uccello che vola dentro la tua finestra. Come cantava il grande Gong, ‘tre piccoli uccelli entrarono nella mia porta…’…questo è quello che succede, le melodie arrivano specialmente quando sei appena sveglio con la mente fresca, ti colpiscono delle melodie molto belle…Anche quando sono in viaggio e la mia mente è rilassata mi vengono in mente delle melodie nuove.

D: Una domanda sulla crisi del reggae: la pirateria su internet sta danneggiando molto i piccoli produttori perché a causa di ciò sono molto calate le vendite dei singoli su vinile. Credo che questo sia un momento cruciale per l’industria musicale in Giamaica e qualcosa dovrà cambiare…

R: Onestamente credo che la tecnologia abbia cambiato molte cose nella comunità musicale e stanno accadendo cambiamenti drastici. I produttori non stanno quasi più stampando i singoli in vinile ed a causa del downloading molta gente non sta guadagnando il denaro che dovrebbe guadagnare come ricompensa del suo lavoro. Questi sono veramente gli ultimi giorni e quelli come me che mandano messaggi giusti stanno sempre più cercando parole adatte: le azioni maligne hanno raggiunto secondo me il culmine sulla terra e la fine di questo stato di cose è sempre più vicina…questo è un punto focale per tutta l’umanità e noi dovremmo sfruttare l’opportunità e trarre vantaggi da questi cambiamenti che porta la tecnologia anche se a prima vista sono negativi…Molti artisti e produttori si stanno lamentando giustamente rispetto alla pirateria ma la cosa migliore che dovremmo fare è capitalizzare su questa tecnologia e mettere online la nostra musica a prezzi ragionevoli e cercare di controllare direttamente questa cosa. Non possiamo più fare a meno di internet o fare finta che non esista: ormai questo è il modo principale in cui la musica viene diffusa. Dobbiamo studiare il giusto modo per trarre direttamente vantaggi da ciò…

D: Cosa pensi di questi nuovi artisti conscious come Tarrus Riley, Duane Stephenson ed Etana? Tarrus ha composto la title track di ‘Jah is my navigator’ e anche Duane ha composto qualcosa per te…

R: Si, Tarrus ha composto ‘Jah is my navigator’. Credo che lui abbia anche osservato i miei movimenti e la mia vita, da quanto tempo combatto questa lotta con i miei messaggi e quindi ha scritto parole adatte a me come ‘percorrendo questa strada per così tanti anni, non sono ancora stanco e sono ancora in questo campo di battaglia…’, a volte puoi effettivamente vedere la musica come un campo di battaglia…Voglio sostenere questi giovani artisti: Tarrus è brillante, vibrante, spirituale e prolifico, ha il dono di essere un ottimo compositore ed un ottimo cantante, ha ereditato molte delle sue abilità da suo padre Jimmy, e devo dire che Dean Fraser ha fatto un ottimo lavoro con lui producendo ottime canzoni. Quando raggiungi il successo devi comunque restare umile e concentrato sul tuo messaggio: lui lo sta facendo ma io voglio essere sicuro e quando ho tempo lo vado a trovare e parlo con lui e gli do qualche piccolo consiglio, deve essere attento a non perdere la concentrazione…Duane Stephenson è un altro grande autore, per me ha scritto ‘Darkness’ ed un paio di altre canzoni…faceva parte del gruppo To-Isis ed ha intrapreso la carriera solista e credo sia stata una scelta ottima perché ora lavora con Dean ed è circondato da grandi musicisti e quindi sta percorrendo la strada giusta. Empress Etana ci ha spesso deliziato con la sua presenza dividendo con noi il palco durante lo scorso tour europeo…anche lei è molto dotata e sta facendo ottime cose, molti giovani la stanno prendendo come esempio per la sua umiltà e per come abbia questo atteggiamento ‘regale’, come canta Tarrus ‘lei è regale, così regale…’ (She’s royal), Selassie I!!

D: Cosa pensi del nostro Alborosie? Direi che sta crescendo…

R: Molta gente ultimamente parla di lui ed anche le sue canzoni stanno andando molto bene, mi piace il modo di come è venuto in Giamaica e si sia immerso nella nostra cultura abbracciando il roots & culture. Credo lui ora sia genuinamente connesso con le radici e questo è quello che mi piace di lui…big him up, Selassie I…

D: In ‘African liberty’ canti della meravigliosa nazione africana: come vivi nella vita di tutti i giorni le tue radici africane…

R: Come ho cantato, il nostro futuro è sotto cieli africani: anche se giro tutto l’occidente con questi lunghi tours e la gente mi dimostra qui tutto il suo amore, quando vado in Africa è tutto dieci volte più intenso di quando sono qui all’occidente. L’anno scorso siamo stati in Africa circa sette volte, siamo stati sette volte in Etiopia, in Ghana, in Kenia, in Tanzania, in Gambia, in Zimbabwe, quest’anno torneremo in Africa…vogliamo andare in Sud Africa perché alcuni promoters ci stanno invitando…credo sia fondamentale essere connessi alle nostre vere radici.

Pier Tosi
(Articolo preso dal Sunny Vibes)
http://sunnyvibes.rototom.com/?p=3104

(un ringraziamento particolare a Chatterbox A Sound e Beppe Marzano)

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avatar Ivan Serra, 35 years old, inherits the love for Bob Marley from his father. In 1984 he buy his first Bob..s album, “Legend”, and it..s love at first sight. Ivan is a musician, a guitarist, and a talent web master. He interviews Roger Steffens, Ziggy Marley, italian Journalists Daniele Caroli and Marco Basso who provide some of the rarest photos of Bob..s stay in Italy. Ivan has a large archive of rare and unreleased Marley tapes, videos, memorabilia.