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KING SHANGO “THE PROPHET” CAPLETON in Italia

GROOVE YARD e DEMBA SOUND in collaborazione con LIGURIA REGGAE YARDIES
presentano:

KING SHANGO “THE PROPHET” CAPLETON
and The David House Crew

preceduto sul palco dalla rivelazione dei contest europei per il SUNSPLASH:
SUN SOOLEY
guest : RAPHEL (outta Easy Skankers)

dancehall by : GROOVE YARD feat. MATTO HAZE

banchetti,area ristoro,reggae bar

VILLA SERRA
Via Carlo Levi, 2 Comago
16010 Sant’Olcese (Genova)

24 LUGLIO 2010 – apertura cancelli ore 19,30
inizio show Capleton ore 22,00
ingresso 15 euro
ingresso x i residenti nel Comune di Sant’Olcese: con tesserino 10 euro

SPONSORED BY:INDOOR LINE (genova) e BINDA MODA (pietra ligure)

BIOGRAFIA

Capleton è uno degli artisti di punta del reggae contemporaneo, capace di distinguersi e primeggiare sia dal punto di vista tecnico-artistico, che nella carica spirituale e nel messaggio.
Lo stile vocale selvaggio, con le sue acrobazie metriche e la voce ruvida e potente, ha ispirato il corso del reggae nei ’90 spianando la strada ad altri giovani innovatori come Sizzla.

La dirompente aggressività delle sue performance esprime perfettamente i suoi testi radicali ed appassionati. Capleton è un fervente predicatore rastafari, ma la sua religiosità predilige metafore come il fuoco per il sistema e la punizione per i malvagi e i corrotti. I suoi continui incitamenti a “bruciare” sono spesso stati accusati di intolleranza e violenza, anche se quello di Capleton è solo un formidabile fuoco musicale e spirituale.

Capleton condivide questa espressività “estremista” con molti artisti che rappresentano il reggae moderno, nomi come Sizzla, Anthony B, Jah Mason, tutti cantanti aderenti alla confraternita rasta dei “bobo dread”.
L’eccessiva rigorosità ed i precetti morali dei bobo sono un argomento controverso e discusso, ma è indubbio che questi artisti riescono ad esprimere la voce degli oppressi e la drammaticità dei nostri tempi con una intensità ed una efficacia indiscutibili. Lo stile musicale di Capleton affonda le sue radici nella tradizione del dj style e della dancehall music. La carriera di Capleton comincia infatti nell’epoca in cui questo stile tipicamente giamaicano conquistò la scena internazionale, con artisti come Shabba Ranks che sostituivano Bob Marley nell’immaginario della reggae music.

I primi singoli del giovane Capleton nei primissimi ’90 erano in sitonia con i contenuti spesso “negativi” che dominavano la scena dancehall. Una manciata di hit come “Bumbo Red”, “Number One on the Look Good Chart” e “Lotion Man”, misero subito in evidenza il suo vocabolario disinvolto e la sua ruvida voce hardcore. Con “Alms House” del 1992 Capleton comincia ad orientarsi verso contenuti più “conscious” e la fede rastafari diventa predominante nelle sue canzoni a partire dal 1994 con il mega-hit “Dis The Trinity”. Subito dopo arriva “Tour”, un brano che oltre a divenire un inno della nuova tendenza “roots revival” nella musica giamaicana, viene remixato in chiave hip hop, aprendo a Capleton una nuova strada ed un nuovo pubblico.

La firma di un contratto con l’etichetta american Def Jam porta alla realizzazione dei due album “Prochey” e “I-Testament”, che hanno un grosso impatto internazionale grazie alla fusion reggae-hip hop di molti brani ed alla partecipazione di rap stars come Method Man e Q-Tip.
Ma è negli anni successivi all’abbandono della Def Jam, a cavallo del nuovo millennio, che Capleton raggiunge l’apice della sua maturità artistica ed espressiva.

Dal 1999 Capleton letteralmente domina la scena della musica giamaicana. L’album “One Mission” (1999) raccoglie una parte consistente del suo lavoro ma il miglior testimone del suo lavoro a cavallo del nuovo millennio è “More Fire”: una serie impressionante di hits mozzafiato come “Jah Jah City” e “Good in Her Clothes” ed innumerevoli altri, sono accolti avidamente ad fans e sound system di tutto il mondo. Nel 2002 esce “Still Blazin’”, album con cui continua a trasmettere I suoi incisivi messggi come “Mashing up the world”.

I suoi concerti live sono pochi ma memorabili per intensità e partecipazione del pubblico: dei veri e propri eventi attesi e desiderati, sopratutto in Italia,dove ancora una volta,King Shango portera’ il suo fuoco ad ardere ancora.

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About the Author

avatar Ivan Serra, 35 years old, inherits the love for Bob Marley from his father. In 1984 he buy his first Bob..s album, “Legend”, and it..s love at first sight. Ivan is a musician, a guitarist, and a talent web master. He interviews Roger Steffens, Ziggy Marley, italian Journalists Daniele Caroli and Marco Basso who provide some of the rarest photos of Bob..s stay in Italy. Ivan has a large archive of rare and unreleased Marley tapes, videos, memorabilia.