Il Magazine continua con la sua voglia di conoscenza, alimentando la sezione dedicata ad artsiti reggae e non.
Siamo riusciti, complice anche la sua grande gentilezza, ad intervistare un artista, che in qualche modo con la sua carriera musicale, ha contribuito a rendere il reggae importante per il panorama italiano.
Stiamo parlando di ALE SORESINI, attuale batterista degli SMOKE e da poco anche in sella agli AFRICA UNITE.
Grazie Ale per tutto….. la tua voglia di reggae, la tua esperienza e soprattutto la tua disponibilità, continua così.
Un Abbraccio
Ivan

- Quanto Bob Marley ha influenzato la tua carriera?
Robert Nesta Marley dimora vita natural durante nel mio cuore, nel mio sangue, nella mia anima. Senza ombra di dubbio ha influenzato la mia carriera artistica sin da quando muovevo i primi passi nella musica. Non esisteva allora, e non esiste oggi, una mia giornata che non sia accompagnata da un brano degli Wailers. Di loro mi affascinava il ritmo e la capacità tecnica con cui eseguivano i loro pezzi. Precursori del reggae roots mantennero in ogni loro lavoro originalità per i contenuti e per la costante ricerca musicale… che non ebbe eguali. La musica e il messaggio di Marley arrivarono, e tuttora continuano, al cuore delle persone…. Con il suo “peace and love” Marley raggiunse ogni angolo remoto del mondo! Agli inizi mi sforzavo, nel mio piccolo, di avvicinarmi al modello proposto da Carlton Barret, vero one drop man… ineguagliabile! Anni e anni di studio e di applicazione, uniti a numerose esperienze lavorative al fianco di esperti musicisti, mi hanno permesso di acquisire il mio carattere sonoro. Oggi mi sento molto vicino al grande Barret. Il grande Bob mi ha catturato con la sua voce, con il suo carisma. Ma non solo! La sua poesia, il suo modo di vivere da rivoluzionario… così attento alle sorti del suo paese e dell’intero pianeta. Un vero leader! Uno spirito in grado di infuocare stadi gremiti di gente. Un animo capace di raggiungere letteralmente, col proprio messaggio, il cuore e la mente delle persone. Nella sua musica nulla è scontato! Ancora oggi, indossando le mie cuffie per immergermi meglio nell’ascolto dei suoi brani, scopro qualcosa di nuovo: un arrangiamento, dei cori, delle voci. “Questa è magia” mi dico sempre con tanta emozione nel cuore! L’icona Marley, il reggae man che gridava ‘Jah Ras Tafari’, non morirà mai. Avrà sempre vita nel mio cuore… così come la avrà nel cuore della gente, tutta!
- Ricordi qualcosa dei concerti italiani di Marley del 1980?
Nel 1980 avevo solo 7 anni. Nella mia vita predominavano già la passione e l’interesse per la musica. Fu verso i tredici anni che scoprii Marley. Avvenne in modo singolare grazie a mio cugino Christian: andando infatti a casa sua, in una calda giornata di estate,con lo stereo a tutto volume che cantava “Gerusalem” di Alpha Blondy, mi mostrò ritagli di giornale in cui si parlava del concerto del 27 giugno1980 allo stadio Meazza di Milano. Più di 100.000 persone hanno accolto il Re del Reggae in un clima di perfetta armonia. Non ho potuto assistere personalmente a quell’evento, ma grazie al cielo sono riuscito a riviverne la magia attraverso spezzoni televisivi, e interviste, e altro materiale in circolazione. Da allora il reggae entrò nella mia vita!
- Ci racconti qualcosa del tuo passato e futuro artistico?
Do inizio alla mia carriera nel 1988 suonando con band minori quali i “Light in Dark” e “Bandaloska”.Con dei demo e un disco autoprodotti iniziarono le prime date nella nostra citta’ Lodi e anche concerti in giro per l’Italia. L’incontro, nei primi anni 90, con i “Reggae National Tickets” sancisce la svolta. Un gruppo di musicisti meravigliosi con cui condividerò lavoro, amicizia, e soprattutto musica, sino al 2000: sei dischi pubblicati, numerose tournée, e un concerto al Sunsplash di Ocho Rios in Giamaica a seguito di un’onorificenza come Italian Reggae Ambassador assegnataci direttamente da Mr. Rae Barret – il direttore del celeberrimo Reggae Sunsplash giamaicano – al Rototom Sunsplash di Osoppo (1998). Assorbito completamente dal grande business italiano, il gruppo venne ospitato da numerose trasmissioni musicali televisive: per citarne alcune … Festivalbar, Roxy Bar, Help!
In tutta questa esperienza la Giamaica svolse il ruolo principale. Lì andammo per registrare alcuni dischi e per girare dei video. La nostra musica nasceva su quell’isola caraibica che divenne la nostra musa ispiratrice. Una volta terminata la grande avventura “Reggae National Tickets”, mi rifugiai con Stena (Alborosie) in Giamaica che divenne, così, la mia casa per diversi anni. Anni in cui, lavorando con Alborosie al Geejam Studio di Portantonio, maturo ancor più la mia espressività artistica. Lì ebbi occasione di suonare con cantanti e musicisti incredibili, i miei idoli di sempre: Morgan Heritage, Ki-Many Marley, Princess Nubians e tantissimi artisti giamaicani meno conosciuti ma altrettanto bravi. In quegli anni mi dividevo letteralmente tra la Giamaica e l’Italia dove tornavo, per brevi periodi, per lavorare con artisti vari quali Neffa, Casino Royale, Marraches, Giuliano Palma, Giorgia,Edoardo Bennato, Syria, Nina Zilli e molti altri.
In questo anno 2010 sono in tourné con gli “Africa Unite”. La felicità e l’onore di poterli affiancare sono immensi. Una conoscenza, la nostra, che esiste da anni e che trova finalmente espressione in questa collaborazione artistica. Il nostro rapporto si sta sempre più rafforzando. Il nostro balance è perfetto. Tutto ciò permette di regalare a noi stessi, e al nostro pubblico, concerti ricchi di buone vibrazioni in linea con lo stile Africa Unite… a cui aggiungiamo uno stile rootsreggae ancor più accattivante.

E pensando al futuro…
mi piacerebbe proseguire il progetto “Smoke”. Due dischi pubblicati e numerosi concerti, tra cui l’ultimo a luglio 2010 in Germania al SummerJam, non fanno che tenere viva in me la forza di questo progetto iniziato nel 2004 con Marco Zaghi e Gianluca Pelosi.
vorrei seguitare a dare lezioni di batteria… non c’è cosa migliore di poter trasmettere le proprie conoscenze e il proprio amore per la musica a musicisti che mi richiedono di avvicinarsi al mio stile.
… e mi auguro un futuro sempre pieno di musica, di concerti, di energie… perché la musica è vita, la musica è gioia!
http://www.myspace.com/smokepower
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