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Rototom Sunsplash – 4 Luglio 2009

Rototom Sunsplash – 4 Luglio 2009

MAIN STAGE 4 LUGLIO

Il weekend del Rototom Sunsplash è iniziato. Moltissime le presenze sia dal punto di vista degli abbonamenti per il periodo completo sia per i giornalieri che non smettono mai di arrivare con momenti di lunghe attese all’ingresso. La giornata è carica di eventi e di vibes in molte parti del parco, dall’area showcase con il “One Step Records Day” con i gruppi “Guerrilla Farming, Radio Babylon, Michelangelo Buonarroti e Jaka, a locali come lo Shinty che anche quest’anno non è stato abbandonato dai suoi “afezionados”; Ma il programma più intenso è sicuramente stato quello del Main Stage che ha iniziato puntualmente alle 17.30 con i “Gocoo”. Il celebre gruppo di percussionisti giapponesi si è esibito a furor di taiko (tamburi tradizionali) conquistando tutti i presenti. I tredici musicisti hanno suonato su un set di quasi quaranta tamburi taiko, creando un unicum percussivo di rara intensità e carica emotiva. Un concerto a tutto ritmo. Il gruppo tra l’altro ha realizzato le colonne sonore di film come Matrix ed hanno regalato, secondo i pareri raccolti da noi di Rastasnob, un’esperienza che mette a nudo l’essenza primordiale e spirituale del ritmo. Dalle ore 19.00 invece si sono esibiti per la prima parte del European Reggae Contest cinque dei 10 gruppi finalisti. Con 35 minuti ciascuno a disposizione (compreso di cambio palco) hanno avuto l’occasione di far conoscere la propria musica selezionando la scaletta con i loro pezzi migliori. Hanno suonato i gruppi “Jahvai” dal Lisbona, Portogallo eseguendo pezzi reggae/rocksteady come “These are the days”, “O Melhor Camino”, “Dancem” e “Javai Ici”. Si è proseguito con il gruppo polacco dei “Vavamuffin” che tra pezzi reggae/dancehall/ragamuffin hanno intrattenuto il pubblico con pezzi come “Inadibusu”, “Hooligan Rootz” e “Smoking”. La finale è proseguita con gli svizzeri “Junior Tshaka” che con pezzi più pop rispetto al reggae che hanno preceduto le roots vibes degli italiani Mellow Mood che hanno dato un assaggio al pubblico con i pezzi nuovi tratti dal loro ultimo album “Move !” . L’ultimo gruppo in scaletta sono stati i danesi Mystic Mc & Raggapak che con il loro dj style hanno fatto danzare un po tutti i presenti. Dopo un necessario cambio palco è stata la volta del grande poeta roots Linton Kwesi Johnson. Trasferitosi dalla Giamaica a Londra nel 1963 pubblica il suo primo libro di poesie “Dread Beat and Blood” nel 1975 quando è ancora iscritto alla facoltà di sociologia. Nel 1978, lavorando presso la Virgin Records, Linton ha l’opportunità di incidere il suo primo lp con il titolo omonimo della raccolta di poesie. “Io non scrivo musica ma comincio sempre da un giro di basso”. Il poeta del Roots è ritornato al Sunsplash con l’energia e la grande carica che lo ha sempre accompagnato nel corso di oltre 30 anni di carriera. Insieme a lui un gruppo capitanato da un altro grande personaggio, il bassista Dennis Bowell. Hanno eseguito le più belle canzoni poetiche di Linton tra cui, solo per citarne alcune: “It Dread Inna England”, “Doun di Road” e “Sonny’s Lettah”. Dopo lo strabiliante concerto di LKJ è stato l’atteso momento dei Sud Sound System. L’Italia deve molto a questo storico gruppo salentino. Nato come sound system è divenuto in breve tempo un vero e proprio riferimento per la musica reggae in Italia collaborando con numerosi artisti nazionali, internazionali e giamaicani. Don Rico, Nandu Popu e Terron Fabio con la loro band hanno eseguito in oltre 2 ore e mezza di concerto la maggior parte del loro migliore repertorio tra cui “Comu na Petra”, “Sciamu a ballare”, “Le radici ca tieni”. Un Main Stage sempre più ricco e che ora attende per Domenica 5 Luglio, Mr. Horace “Sleepy” Andy ed il gruppo inglese degli Easy Star All Stars…Il Rototom Sunsplash sale sempre più in alto !!!

by Rastapax

PAROLA, SUONO E POTERE: POESIA, POLITICA E PROTESTA SOCIALE

Il secondo giorno alla Reggae University del Rototom Sunsplash nella prima session si è aperto con la presentazione del libro scritto dalla Dott.ssa Sara Parolai mediata dall’intervento di Pier Tosi, Vita e Battaglie del Poeta del Reggae, un testo biografico sulla vita e sul messaggio di Linton Kwesi Johnson, nato dalla sua ricerca di laurea in lettere, che le ha permesso di instaurare un rapporto di amicizia speciale con il mitico artista.

Sara, (una ragazza di soli trent’anni) da subito racconta del complicato approccio iniziale con LKJ, una persona molto introversa, che ha fatto della sua militanza politica espressa nella retorica dei testi delle sue canzoni una condotta di vita. Il libro edito dalla Chin-Aski Edizioni si trova in vendita alla cifra di 10 euro.

La seconda session, che ha visto un’affluenza molto considerevole, ci ha proposto l’approfondimento dibattuto sul tema dell’energia evocativa delle parole e del suono, che adottate in alta forma poetica possono essere vere fonti di movimento sociale.

Presentati sempre da Pier Tosi e un altro ospite, non potevano non esserci due grandi personaggi, attivi da sempre, anche se in maniera differenziata, nella ricerca e nella valorizzazione della “parola”, come espressione di cultura e di libertà, mi limiterò semplicemente a citarli, non per mancare loro di rispetto, ma perché ogni presentazione pare superflua visto la grande fama che li precede: Dott.ssa Carolyn Cooper, importante conoscenza del Sunsplesh Festival, studiosa e sostenitrice del riconoscimento della cultura e della lingua inglese giamaicana; Linton Kwesi Johnson, il “dub poet” per eccellenza, ha utilizzato le sue esperienze, frutto dapprima di un’infanzia contadina e tropicale in Giamaica e poi del suo attivismo politico in una grande città industriale (Londra), per dar vita ad una combinazione tra poesia giamaicana, impregnata della dignità di una cultura oppressa e sommersa, e il dub militante inglese degli anni ’70. La musica dancehall non ha mai rappresentato una fonte di testi socialmente impegnati al rilancio della condizione di vita ma sicuramente di scontro, nonostante questo rimane tuttora una fonte inesauribile di tradizione, dando adito in passato a lotte sociali tra poveri, dimostrando in qualche modo “underground”, una condizione di sopravivenza, tra la gente e il potere. E’ proprio questo connubio che si cela nella poetica di LKJ: “…Sono un poeta che lavora entro una tradizione dove musica e parole sono parte integrante. La mia esperienza è il frutto di un’infanzia tropicale e contadina prima e della vita di una città industriale dove i negri vivono in condizioni coloniali, poi. I bambini dei Caraibi crescono in una tradizione orale di storie, rime, canzoncine e a stretto contatto con forme musicali di matrice africana come la Kumina o protestanti come la chiesa battista e pentecostale. La mia tradizione londinese parla rock e R&B…”.

La lingua inglese, contaminata dal creolo giamaicano, costituisce lo strumento di divulgazione del reggae in tutto il mondo, ad esempio, l’ideologia rasta non avrebbe potuto diffondersi anche tra le masse giovanili dell’occidente se non avesse avuto come veicoli, da un lato la musica e la nascente industria musicale, e dall’altro la lingua inglese che ha rappresentato l’adattabile contenitore entro cui la parlata rasta ha trovato il modo di esprimersi.

La comprensione della realtà giamaicana è possibile solo attraverso la conoscenza di tutte le implicazioni sociali, politiche e religiose che l’hanno determinata e di tutti quegli eventi storici che l’hanno caratterizzata e che l’hanno talmente sconvolta da sentire profondamente la necessità di un riscatto. Tale riscatto porta il nome del movimento rasta fari, della musica reggae e di tutti i suoi protagonisti, che con il loro impegno, il loro amore e la loro forza hanno dato voce un piccolo grande paese: la Giamaica. L’incontro si è concluso con una piacevole incursione della Dott.ssa Sara Parolai che ha permesso di ammorbidire l’atmosfera e mostrarci un LKJ in una veste sicuramente meno “ruvida” da quella che la sua profonda coscienza lo fa apparire.

Luca Penzo

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About the Author

rastapax Fond of reggae since 1988 Rastapax deepens his culture towards the Jamaican music and Rasta culture and of the Isle of Jamaica specializing in the life and music of Bob Marley. Musician, Collector of records spokesman of reggae, contributes from several years with a lot of people of the National reggae environment. Nowadays is a Reporter, writer and Webmaster of the only one (and first)Italian Reggae Magazine: RASTA SNOB. Rastapax is Reggae Reporter on the most important reggae events in Italy. He is a member of the first Italian Magazine dedicated to the life and music of Bob Marley & the Wailers, the BOBMARLEYMAGAZINE (www.bobmarleymagazine.com) with Ivan Serra and Marco Virgona. Since many years Rastapax collects, catalogues publishes and recovers every kind of equipment concerning Bob Marley and Jamaican music. This is the reason of the existence of this blog where every visitor can consults and reaches dates collected in many years of studies. Here you can find complete discographies, chronologies, and biographies, unpublished works, videos, pictures and much more about Bob Marley and Jamaican music.