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Rototom Sunsplash – 8 Luglio 2009

Rototom Sunsplash – 8 Luglio 2009

Bunny e RastapaxMAIN STAGE
08 LUGLIO 2009

Giornata strepitosa e piena di emozioni quella che è appena trascorsa al Rototom Sunsplash. Nel primo pomeriggio l’annuncio via megafono dell’arrivo al festival di Bunny Wailer. Increduli e spiazzati dalla “manovra” del manager di Bunny, moltissime persone dei media accreditati sono accorse per la prenotazione delle interviste. Nel backstage un fermento fuori dal comune e dentro uno stanzino ben attrezzato c’è lui, Bunny Wailer; vestito di bianco, con i capelli raccolti stile turbante ed una fascia sulla fronte con al centro un leone d’orato. Ha accolto pazientemente tutti, con una calma e tranquillità imbarazzante. Sono anche riuscito a fargli firmare ben sette dischi rari, prima stampa Jamaicana della Solomonic, sua personale etichetta. Un grande personaggio, che a contrario di quanto si pensava e prevedeva, ha stupito tutti non solo per la sua figura di rasta e per il suo fascino ma soprattutto per la sua grande disponibilità. Detto questo, con il cuore pieno di gioia e lo spirito carico di energia abbiamo potuto seguire i concerti in programma del Main Stage. Il primo gruppo ha iniziato alle 18.30 come da programma e sul palco abbiamo assistito ad un grandissimo concerto degli inglesi Misty in Roots. Il gruppo formatosi nei primi anni settanta e famoso in tutto il mondo per le loro battaglie antifasciste ed antirazziste hanno eseguito pezzi di enorme carica emotiva e musicale tratti soprattutto dal loro ultimo album che risale ormai al 2002 “Roots Controller”. Dopo la splendida esibizione del gruppo è stato il momento di Sebastian Sturm, artista che da molte persone è stato considerato la rivelazione del reggae degli ultimi due anni. A ventiquattro mesi esatti dall’uscita dell’album di debutto “This Change Is Nice” si è esibito per la prima volta sul palco del Rototom Sunsplash presentando il suo nuovo lavoro: “One Moment in Peace”. La carica roots e la splendida voce dell’artista hanno coinvolto la reggae people eseguendo splendidi brani come “Be Righteous”, “One Moment”, “Sunbeam” e “Her Eyes” tutti tratti dal suo ultimo album. Non sono mancati ache i primi pezzi dell’artista come ad esempio “Reggae Makes The Youth Free”, “No Need To Be Sad” e la bellissima “Time To Say No”. Dalla Germania ci siamo “spostati” in America, accogliendo sul main stage il gruppo dei “Groundation”. Con otto album all’attivo, questo gruppo californiano si è esibito per oltre un’ora e mezza. Nati undici anni fa e provenienti da realtà jazz sono anche fondatori dell’etichetta Young Tree Records. Uno dei suoi componenti è stato il primo ad insegnare in un corso universitario creato e dedicato appositamente alla storia della musica reggae. Splendida performance e grande carisma del gruppo che ha saputo coinvolgere tutta la massive con le loro sonorità assolutamente ben calcolate. La chiusura dei concerti è stata assegnata a l’unico artista Jamaicano della giornata: Buju Banton. Mark Anthony Myrie, prende il suo soprannome Buju, in slang giamaicano, che viene dato ai bambini abbastanza robusti. Questo nomignolo ironico, alla luce della sua esile corporatura, gli fu dato dalla madre quando era bambino, e che più avanti venne associato a Banton in onore a Burro Banton artista che da sempre ha ammirato. I suoi 12 album confermano Buju come uno degli artisti più influenti e rispettati nella scena reggae attuale. L’esibizione, seppur carica di energia, a livello vocale non è stata una delle migliori in quanto molto spesso, forse a causa delle temperature variabili di questi giorni, la sua tonalità cresceva o calava secondo quella che musicalmente il gruppo stava eseguendo. Nonostante tutto l’alto gradimento del pubblico ha “cancellato” popolarmente questo concetto tecnico facendo restare l’esibizione di Buju Banton come un ricordo indelebile in questa quart’ultima giornata della sedicesima edizione del Rototom Sunsplash.

by Rastapax

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SHOWCASE
8 LUGLIO 2009

Finalmente una giornata decente nell’area Showcase qui al Rototom Sunsplash di Osoppo, ha permesso di godere di un ottimo mercoledì pomeriggio in compagnia di tre gruppi. Un’escalescion al contrario di stili, dal più attuale a quello più storico (Dancehall, Roots, Ska-Rocksteady). Il primo gruppo a salire sul palco, i Die Zuagroastn, ragazzi austriaci, come già accennato, hanno proposto la migliore selezione di brani Dancehall tratti dalla loro recente produzione: “Hollaradio”, uscita quest’anno. Il gruppo è composto da sei elementi, tra cui voce maschile solista, dal timbro non troppo consono allo stile per mancanza di profondità e velocità vocale, e voce femminile solista piuttosto melodica. L’impostazione tecnica della band sembra ricordare in maniera piuttosto nitida lo stile punk. Il secondo gruppo che si è esibito, Offbeat Ambassador, dalla Germania, ha proposto un buon roots. L’unica produzione all’attivo “Dopewalka” del 2007, propone escursioni anche nel genere hip-pop. Il concerto è stato piuttosto piacevole, ottimo infatti il suono e la tecnica del tastierista, che con il suo organo hammond ha impreziosito il groove, altrimenti scarno, prodotto dalla band. L’impostazione del chitarrista (soprattutto nei soli) e del bassista (peraltro l’unico a proporsi per i cori) è sembrata piuttosto vicina al rock pesante. Il terzo gruppo ad esibirsi, i Makako Jump, italiani di Trieste, ha proposto una selezione di brani ska reggae molto interessante. Formatisi nel 2002 come cover band di generi diversi dal reggae (rock – funky), continua a proporsi dal vivo in tour sino ad oggi, con all’attivo circa 420 concerti, la produzione annovera un Lp composto da quattro brani cover, e nel 2006 un disco di brani originali che prende il nome del gruppo. attualmente stanno lavorando ad una produzione di alcuni riddim, e per fine anno hanno programmato l’uscita di un nuovo Lp. Scambiando due chiacchiere prima dell’esibizione con Pluvio (batterista), mi raccontava la difficoltà in quest’ultimo periodo nel trovare un cantante che sposi a pieno il loro progetto, infatti negli ultimi mesi hanno vissuto un avvicendarsi di diversi elementi, tra strumentisti a fiato, tastieristi e a punto cantanti, collaborando addirittura per un breve periodo con il cantante Dennis Fantina, reso celebre dalla trasmissione televisiva, cosiddetta “talent scout”, Saranno Famosi, della De Filippi, ma che per mancanza di comuni intenti hanno preferito interrompere tale rapporto. Ieri con loro si è esibito alla voce solista Tadiman, già noto cantante dei Siti Hlapci, il gruppo più importante di reggae in Slovenia. Come abbiamo poi ascoltato in concerto, tale collaborazione ha dato spunto ad un rocksteady molto piacevole, il pubblico coinvolto ha risposto in maniera molto calorosa, infatti tecnicamente sono stati molto precisi, una performance molto interessante.

Luca Penzo
(Rasta Snob Crew)

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UN ALTRO MONDO È POSSIBILE
Mercoledì 8 Luglio 2009

La Crisi che sta attraversando il mondo intero si annuncia lunga, e imprevedibile negli esiti. E rimette in discussione lo stesso modello di sviluppo che ha imperato negli ultimi decenni in tutto il mondo. Della Crisi come opportunità di ri-pensamento dei rapporti fra uomo e uomo e uomo e terra, parleremo con ospiti d’eccezione. Una grande occasione di confronto per non disperare in un altro mondo possibile.

Oggi al Rototom Sunsplash nell’area dibattiti, si affronta un argomento economico-sociale che investe il mondo a livello globale, a presentare il dibattito tre personaggi illustri, impegnati nella ricerca, denuncia e operosità concreta della situazione economica globalizzata da diversi anni.

Serge Latouche, conosciuto per i suoi lavori di antropologia economica, Piero Sansonetti, noto giornalista attivo da anni nel sostenere i diritti sociali e a mediare il dibattito la direttrice di Radio Base, Liliana Boranga. Prima del dibattito si è condivisa la visione del filmato “Terra Madre” di E. Olmi, un documentario, un film d’inchiesta limpidamente autoriale, che fa i conti con il destino del pianeta. Poco prima di inziare la discussione, è stato necessario un pensiero e un saluto commosso a Beppe Cremagnani, autore del fim inchiesta sul G8 di genova 2001 e ospite venerdì 3 sorso per discutere dello stesso G8, vnuto a mancare inprovvisamente, a causa di un arresto cardiaco, lunedì 6 scorso. L’argomentazione dei dibatti si è focalizza da subito nell’illustrare la situazione che coinvolge il sistema di vita mondiale, dai crolli delle Borse del 2008 sono passati ormai alcuni mesi, ma la fine della crisi economica non si vede. I vari istituti internazionali (Fondo monetario, Banca mondiale, Osce) continuano a posticipare la data della presunta ripresa dell’economia globale: se nel dicembre scorso si dicevano certi della fine della crisi economica entro il 2009 ora hanno post-datato l’inizio della ripresa per la “metà del 2010”. Risulta evidente che nemmeno loro hanno idea della gravità della situazione e non possiedono la medicina per curare questa malattia, nonostante essi stessi siano corresponsabili di questo tremendo sfacelo.

Serge Latouche critica attraverso argomentazioni teoriche solide il concetto del consumismo rivendicando la liberazione della società occidentale dalla dimensione universale economicista, ovvero la tendenza da parte di entità politiche, religiose ecc. a ritenersi universali, valide per tutti gli uomini. Di fronte a tale visione universale Latouche sostiene fermamente che é generatrice di divisioni e lotte in nome di una ristretta, egoistica, visione della propria identità, una creazione ideologica occidentale, di un occidente che in nome della propria identità, dell’identità della tribù occidentale, pretende d’imporre un imperialismo culturale al resto del mondo.

Contro l’universalismo Latouche rivendica invece la necessità di “valorizzare l’aspirazione a un dialogo fra le culture, a una coesistenza delle culture. Per questo alla prospettiva dell’universalismo, opponendo piuttosto un “universalismo plurale”, che consiste nel riconoscimento e nella coesistenza di una diversità, e nel dialogo fra queste diversità.” E’ da questo presupposto che si deve trovare lo stimolo per superare la crisi, crisi di valori e di identità, per cercare di risalire e sperare che il superamento porti ad un mondo migliore dove vi sia al centro dell’esistenza il rapporto tra gli uomini e l’umanità con la terra.

Luca Penzo

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About the Author

rastapax Fond of reggae since 1988 Rastapax deepens his culture towards the Jamaican music and Rasta culture and of the Isle of Jamaica specializing in the life and music of Bob Marley. Musician, Collector of records spokesman of reggae, contributes from several years with a lot of people of the National reggae environment. Nowadays is a Reporter, writer and Webmaster of the only one (and first)Italian Reggae Magazine: RASTA SNOB. Rastapax is Reggae Reporter on the most important reggae events in Italy. He is a member of the first Italian Magazine dedicated to the life and music of Bob Marley & the Wailers, the BOBMARLEYMAGAZINE (www.bobmarleymagazine.com) with Ivan Serra and Marco Virgona. Since many years Rastapax collects, catalogues publishes and recovers every kind of equipment concerning Bob Marley and Jamaican music. This is the reason of the existence of this blog where every visitor can consults and reaches dates collected in many years of studies. Here you can find complete discographies, chronologies, and biographies, unpublished works, videos, pictures and much more about Bob Marley and Jamaican music.