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Intervista con Hobo

Intervista con Hobo

hobo2Caro Hobo ci puoi dire qualcosa di te, raccontarci la tua storia musicale e artistica? Inoltre, per chi fa musica reggae è molto probabile che Bob Marley gli abbia in qualche modo influenzato la carriera musicale, per noi è sempre interessate capire come, ci puoi raccontare se e come Marley ha influenzato la tua?
Irie bredrens & sistrens! Sono Mariano Caiano, in arte Hobo e sono nato a Napoli nel febbraio del 1967. Sono un percussionista cantante appassionato di musica reggae fin da bambino, infatti, all’età di 12 anni, già conoscevo la musica del mio futuro “padre” artistico e spirituale: il leggendario Bob Marley. Proprio in quel periodo ho iniziato a manifestare la mia vena artistica, accompagnando brani su dischi con il mio primo set rudimentale di percussioni costituito da contenitori, scatole varie in latta di biscotti, “fustini” di detersivo e -ovviamente- coperchi di pentola vari usati come piatti! A 16 anni ho iniziato a partecipare alle sessioni di registrazione in studi professionali, per la realizzazione di demo per il mio primo gruppo. Consolidata la passione, sono passato ad approfondire lo studio delle percussioni e, dopo aver raggiunto un livello tale da poter affrontare situazioni musicali più “impegnative”, ho cominciato ad inserirmi nel mondo dei cosiddetti “session men”, vale a dire quei musicisti che si prestano professionalmente in vari progetti atistici, da quelli teatrali nonchè a quelli per la realizzazione di colonne sonore. Dal quel momento -e nel corso degli anni- ho prestato la mia collaborazione sia in studio che dal vivo a numerosi personaggi di fama nazionale e mondiale. Ho suonato con Tony Esposito, Alan Sorrenti, Gianni Bella, Cafè Latino, Kingston Club (di cui faceva parte il trombonista di Burning Spear e di Ziggy Marley), Poli Opposti, Z-Star, Daniele Sepe, 99 Posse, Nino Buonocore, Articolo 31 e tanti altri ancora. Poi, se mi promettete di non ridere, vi confesso di aver suonato e di aver prestato la mia voce nel brano “Que te la pongo”, sigla del programma televisivo “Scherzi a parte”, in cui ho cantato in coppia con Pamela Prati! Attualmente sono una delle voci soliste dell’Orchestra Italiana di Renzo Arbore (”il fantasista” lui mi definisce) e grazie a questa esperienza, sto portando da circa 10 anni la mia voce in ogni angolo del mondo.
Queste esperienze sono state -e lo sono ancora- assai significative per la mia carriera artistica ma, come già accennato, è con la musica reggae che riesco ad esternare i miei sentimenti più profondi. Una tappa significativa del mio percorso è stata segnata dall’incontro con lo storico gruppo di “mio padre” Bob: The Wailers, con i quali ho collaborato come supporter nel 1992. Ho stretto rapporti di amicizia con I Jah Man Levi, uno tra i massimi e più interessanti esponenti del reggae roots ‘70-’80 e Junior Murvin, storico chitarrista solista dei Wailers. Questi artisti mi hanno influenzato in modo significativo dandomi preziosi consigli e incoraggiandomi nel difficile cammino artistico. Per me la musica reggae – e in particolare quella di Bob Marley- diventa così una filosofia, un’esperienza di vita che mi avvicina profondamente alla dottrina Rastafariana, portandomi quindi a consacrare il mio cuore a Sua Maestà Imperiale Haile Selassie I, Cristo vittorioso e vivente nella Sua seconda venuta! Bless! Nel 1995 è iniziata la mia prima esperienza da solista (essendo stato -fino al quel momento- solo componente di altre reggae bands in qualità di batterista) dando vita prima ai “Converted System”, ai “Primo Ritmo” e alla “One Foundation reggae band” poi, i cui scopi sono quelli di diffondere la parola di JAH RASTAFARI, attraverso brani da me scritti e composti. Nel 1999 la Carosello/Universal pubblica il mio primo singolo “No stress” e poco dopo, il mio primo album “Canto in uno stile I-tal” (credo -senza alcuna presunzione- di esser stato in assoluto il primo artista reggae in Italia, Rasta, ad aver pubblicato con un’ etichetta del genere sostenuta da una major così importante, un prodotto che parlasse di JAH RASTAFARI, di Etiopia e di ganja senza veli e senza alcuna metafora!). Attualmente, dopo aver inciso brani contenuti in 12 compilation pubblicate da varie etichette come Universal, Edel, Rasta Snob records, Sony/V2 e un cd singolo, traino della compilation “Frequenze Positive” creata da Vito War, sto attendendo la pubblicazione del mio secondo cd al quale hanno preso parte, in via amichevole, Anthony B., Lee “Scratch” Perry, mitico creatore del suono “dub” degli anni ‘70-’80 e il mio amico percussionista e concittadino Capone, leader dei BungtBangt. Sono inoltre membro dell’A.P.R.I., Assemblea Permanente Rastafariani in Italia, a cui apparengo fin dalla sua nascita, avvenuta circa 5 anni fa.

hobo4Hai una canzone di Marley che preferisci e che si avvicina al tuo stile compositivo?
Certo! Anche se è un pò difficile riuscire a scegliere tra i tanti capolavori scritti e composti da Bob Marley, direi che il brano che più mi piace e che più si avvicina al mio stile è “Crisis”, contenuto nell’album Kaya del 1978. E’ un brano che mi emoziona ogni qualvolta lo ascolto. Esiste addirittura una versione inedita che gira sul web che è ancora più bella di quella pubblicata nell’album. Eccellente e particolarissima anche la versione eseguita dal grande jazzista Monty Alexander che ha dedicato un intero album al re del reggae, intitolato “Stir it up”.

Cosa ricordi del periodo di Marley in Italia (Torino-Milano 1980)?
Beh! Diciamo che ero ancora abbastanza giovane (13 anni) a quel tempo per affrontare da solo un lungo viaggio in treno, per andare a vedere il mio idolo! E poi non credo che i miei genitori mi avrebbero accordato il permesso per farlo! Ricordo che stavo davanti ad ogni edizione del telegiornale per sapere quante più cose sui preparativi per questo evento così importante di cui già si parlava mesi prima. Non ti dico poi i giornali… li compravo tutti (tanto che oggi mi ritrovo una raccolta di articoli che farebbero gola a qualsiasi appassionato)! Cosa ricordo quindi di quel periodo? Sicuramente due cose: il rimpianto di non aver avuto all’epoca i “18 anni”, da poter dire sono “grande” e quindi, aver potuto vivere un’esperienza così unica ed irripetibile nella storia del reggae e dei concerti in Italia. La seconda? Il biglietto originale della data a Torino -che custodisco gelosamente e messo in un quadretto- , regalatomi da un caro amico che partecipò all’evento. Quel biglietto sembra conservi ancora l’emozione e la gioia di chi, nel lontano 28 giugno 1980, visse -tra luci, suoni e odore di ganja- un momento di pace, di aggregazione e di pura armonia credo, mai più ripetibile.

Novità musiclai in cantiere? quando e dove possiamo vederti dal vivo?
Sto attendendo da un pochino di tempo che questo mio nuovo JAH work intitolato “La danza della Vita” e finito di registrare un pò di anni fa, riesca a trovare i canali giusti per aver la sua giusta collocazione, la sua spinta. Se fosse stato un disco autoprodotto, lo avrei già pubblicato appena terminate le registrazioni e la fase di mastering. Il mio produttore esecutivo -che ha sostenuto interamente i costi di lavorazione- sta cercando la via per poter almeno rientrare delle spese di produzione. Non ti nascondo che questo ha causato non pochi problemi tra me e lui che -per quanto sia un eccellente tecnico in sala e un ottimo bassista- non è legato al discorso di fare musica per un ideale, per uno scopo legato ad un credo. Io rispetto comunque la sua posizione pur non condividendola e attendo quindi con pazienza, che il Signore mi offra altre possibilità di uscita. Intanto, da pochi giorni ho avuto già una proposta da parte di DJ Scara -che in collaborazione con il grande Paolo Baldini di “Alambic Cospiracy” di Pordenone- mi ha proposto di entrar a far parte di una compilation, cantando su un riddim di loro produzione, intitolato “Living in Babylon”. Il brano è forte e magistralmente eseguito… sarà una grande gioia -oltre che un grande onore- poter adagiare le mie liriche su un brano così!
Intanto, sto maturando anche l’idea di passare alla produzione di un altro lavoro (avendo già la rosa dei brani pronti per poter creare un nuovo album), avvalendomi però di un nuovo team di produzione, pronto a condividere energia, Fede e -ovviamente- la gioia di creare reggae music! Per quanto riguarda il discorso delle esibizioni “live”, sto pensando di ricreare una band. Ho avuto però anche numerose proposte di band già esistenti che si sono offerte per accompagnarmi durante e live. Tra queste meritano di essere mensionate i Dread Inna Babylon di Foggia e Patchanka Soledada di Matera. Il punto è questo: lavorare per Renzo Arbore porta via tanto spazio ad altri progetti. Puoi immaginare… i più grandi festival di musica reggae in Italia coincidono proprio con il picco massimo delle date che facciamo in Italia e in giro per il mondo (Cina, U.S.A., Canada, Brasile, Messico). Come potrei abbandonare Renzo proprio in quel momento? Credimi, solo una volta sono mancato all’appello (andai a suonare a Roma con la mia band per la comunità Etiope) e Renzo non volle fare più la data…
Ora però si sta avvicinando il momento di dar vita al mio progetto reggae… e questa è la cosa che mi sta più a cuore! JAH know!!!

Della attuale scena reggae nazionale e internazione quale artista ami in particolare e perchè?
Ti rispondo subito: per l’Italia i Maga Dog. E’ una band abruzzese molto interessante non solo per l’assoluta bravura dei musicisti che la compongono ma anche per le liriche Rasta che Don Tino, il cantante, superbamente scrive ed interpreta. Hanno un suono molto particolare che rispetta appieno i canoni della roots e dub music e, dal vivo, son capaci di coivolgere anche le pietre! Non a caso sono stati scelti come backing band dai grandi nomi del reggae made in Jamaicara durante i tour in Italia. A loro va tutta la mia stima ed il rispetto. Non ti nascondo che uno dei miei desideri sarebbe quello di poter fare una roots combinaton con loro. Ne sarei davvero felice oltre che onorato!… Poi, sempre come artisti italiani -per quanto cantino in perfetto inglese misto a patois giamaicano- la mia più sincera ammirazione va ai bravissimi Ras Tewelde -che vanta già numerosi featuring di qualità- e Dan I, che già da qualche tempo è uno dei lead singer degli Alpha & Omega.
Per quanto riguarda invece il panorama internazionale, adoro i Midnite. Li trovo assolutamente unici nel loro stile e very dreadful conscious nei testi. Ho quasi tutti i loro dischi e molto spesso, sono l’insostituibile colonna sonora delle mie giornate. Ho anche un debole per i Nazarenes.

hobo6Lasci un saluto ai membri del BobMarleyMagazine ?
A tutti quelli che sono parte integrante della crew del Bob Marley Magazine -e ovviamente ai suoi affezionati lettori-, lascio il mio fraterno e più cordiale abbraccio!
L’Altissimo ed Onnipotente JAH RASTAFARI, Sua Maestà Imperiale Qadamawi Haile Selassie I, Creatore e Luce Eterna del Mondo, terrore per le tenebre, vi protegga in ogni istante, vi guidi in ogni passo, benedica ogni vostro singolo respiro. SELAH!!!

HOBO on MYSPACE: http://www.myspace.com/rashobo

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Grazie Hobo per la tua disponibilità e gentilezza. Ivan

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© 2009, ivan
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About the Author

ivan Ivan Serra, 35 years old, inherits the love for Bob Marley from his father. In 1984 he buy his first Bob..s album, “Legend”, and it..s love at first sight. Ivan is a musician, a guitarist, and a talent web master. He interviews Roger Steffens, Ziggy Marley, italian Journalists Daniele Caroli and Marco Basso who provide some of the rarest photos of Bob..s stay in Italy. Ivan has a large archive of rare and unreleased Marley tapes, videos, memorabilia.