intervista FREDDIE MCGREGOR
giugno 23, 2009
Un avvenimento importante della sedicesima edizione del Rototom Sunsplash è senza dubbio il debutto assoluto al festival per Freddie McGregor, uno dei cantanti più grandi della storia del reggae al pari di suoi contemporanei come Dennis Brown e Gregory Isaacs. Pensiamo sia opportuno presentarvi un profilo di questo grande artista e ripeschiamo dagli archivi di Vibes On Line un’intervista a Freddie fatta nel corso di un suo tour italiano nel 2007:
D: Sei nato nel country a Clarendon ma già da bambino eri a Kingston a cantare insieme ad un gruppo il cui nome era guardacaso proprio The Clarendonians (quelli di Clarendon nda.): quale è stata la connessione che ti ha portato a Studio One in quegli anni?
R: La connessione era esattamente i Clarendonians: loro stavano già registrando ed avevano già svariate hit songs, Ernest Wilson e Pete Austin erano i membri e nel 1963 io andai a Kingston con loro per registrare canzoni e fu così che capitai a Studio One da Coxsone con loro.
D: Quanti anni avevi?
R: Sette…ho iniziato a registrare canzoni a sette anni con i Clarendonians ed io e Ernest Wilson abbiamo registrato alcune canzoni come Fitzy & Freddie, ‘Why did you do it’ e ‘Do good’…è iniziato così e poi ho passato la vita intera in studio a registrare canzoni ed aspettando il momento di avere successo con una ‘big tune’.
D: Come sei stato introdotto alla musica fin da così piccolo? Attraverso la famiglia?
R: No, andavo a scuola e frequentavo la Primary School insieme ad Ernest Wilson ed ho scritto una canzone intitolata ‘Roll dumpling roll’: alla gente piaceva molto e molti erano disposti a darmi tre pences per sentirmela cantare, cos1 si sparse la voce nella mia comunità che Little Freddie sapeva cantare molto bene e questo è stato l’inizio di tutto.
D: Così hai iniziato molto presto a comporre le tue canzoni…
R: Si, più o meno all’età di sette anni. Nello stesso periodo ho stretto amicizia con Ernest e Peter. Quando ero a Kingston ho anche registrato alcune mie canzoni a Studio One come Little Freddie.
D: E quali erano a quei tempi le tue influenze musicali?
R: Dennis Brown e Michael Jackson erano le due più giovani stars che conoscessi ed anch’io come bambino ho ascoltato molto la loro musica e volevo essere come loro.
D: Dennis Brown era tuo compagno di etichetta a Studio One…
R: Dennis è arrivato a Studio One dopo di me ma è diventato una star appena ha iniziato a registrare canzoni ottenendo in brevissimo tempo una enorme popolarità. Io ho dovuto lottare di più e scrivere parecchie canzoni prima di ottenere il successo. Io ho sempre Dennis nel cuore perché mi ha sempre incoraggiato a cantare e scrivere.
D: A quei tempi in effetti eri veramente attivissimo: un’altra cosa di cui volevo parlare era l’esperienza di cantante solista dal vivo per la Generation Gap Band o i Soul Syndicate…suonavate nei night clubs e nel circuito turistico degli hotels della costa nord?
R: Si, esattamente…attraverso quelle importanti esperienze ho costruito la mia abilità di cantante perché per i turisti dovevamo saper fare tutti i brani della Top 40, qualsiasi cosa, Stevie Wonder, Bee Gees, Blue Magic, Stylistics, qualsiasi cosa famosa…il calypso, qualsiasi cosa la dovevamo imparare in fretta e fare alla perfezione. Questo ha consentito di aumentare la mia abilità di cantante. La cosa che mi ha preoccupato di più nella prima parte della mia carriera è stato di trovare il mio sound personale, il tocco che negli ascoltatori doveva far pensare subito a Freddie McGregor. Studiavo tutte la canzoni di altri con l’idea fissa di trovare il mio suono peculiare e ben presto ho capito che l’unico modo per farlo era lavorare duro in studio e registrare, registrare, registrare…
D: Quando hai capito di aver raggiunto il tuo suono personale? Ai tempi di ‘Big ship’?
R: No, direi prima: quando è uscita la canzone ‘Bobby Bobylon’ ho capito che qualcosa stava succedendo. In Giamaica ‘Bobby Babylon’ era una canzone tra tante e subito non avevo percepito che invece quel brano stava diventando popolare in europa. Quando sono andato in Inghilterra per la prima volta David Rodigan mi ha intervistato in radio e li ho capito quanto popolare fosse ‘Bobby Babylon’. Questo ha rafforzato in me lo stimolo a lavorare duro ed è quello che ho fatto attraverso gli anni.
D: Prima di diventare produttore di te stesso hai avuto grandi esperienze con importanti produttori…
R: Ogni fase della mia carriera in quel senso è stato per me un grande insegnamento: fare l’album ‘Big ship’ con Linval Thompson come produttore è stato bellissimo, Niney è un grande produttore e l’album ‘Mr. McGregor’ fatto con lui è uno dei miei migliori di sempre, ho fatto parecchie cose con Bunny Lee e mi piace molto anche il suo modo di lavorare. E’ interessante lavorare con tanti diversi produttori con metodi diversi e diverse personalità: anche con Gussie Clarke ho avuto sempre grande affinità per non parlare di Donovan Germain con cui ho fatto ‘Just don’t wanna be lonely’.
D: Come produttore hai lavorato con tanti artisti e mi viene in mente l’ottimo ‘Shake it up tonight’ di Luciano. Stai ancora producendo altri artisti?
R: Si, come Big Ship abbiamo parecchi brani di giovani artisti che vanno piuttosto bene in Giamaica. Il mio figlio più giovane Stephen si occupa delle produzioni ed è uno dei migliori giovani produttori in circolazione. Chino sta andando bene, Singing Sweet ha un nuovo album in uscita tra poco.
D: Sei famoso per essere un interprete di classici della tradizione giamaicana: come scegli le canzoni da interpretare e come metti la tua anima nelle parole di altri autori?
R: Una canzone mi deve piacere molto e la devo capire e ‘sentire’ a sufficienza. Dev’essere una canzone che significhi molto per me in modo che io possa entrare nel feeling giusto. Deve parlare di cose a cui io mi possa rapportare…
D: Hai nuovi progetti personali in corso?
R: Stiamo lavorando a due miei albums in uscita quest’anno: uno è il quarto volume della serie ‘Freddie McGregor sings jamaican classics’ e l’altro è il mio prossimo album e sarà prodotto da mio figlio Stephen, Incominceremo questo album appena torno in Giamaica e sarà pronto per l’estate. Ho anche un progetto di un album che uscirà nel febbraio 2009.
D: Chiudiamo con una domanda difficilissima: la tua canzone preferita che ti viene in mente ora ed invece una canzone che ami di un altro artista?
R: In questo momento nel mio songbook scelgo ‘Push come to shove’. Per ciò che riguarda gli altri artisti ultimamente mi piace molto ‘Fallen soldiers’ del nuovo artista giamaicano Demarco.
Pier Tosi
(un ringraziamento a Chatterbox A Sound)
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