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Re: Attualit? 1
La pacchia di Marchionne
C’è un amico che saccheggio tutte le volte che posso. Si chiama Antonio Carlucci, è stato un alto dirigente Fiat ed è persona di intelligenza e cultura eccezionali. Quando mi serve capire qualcosa nel mondo dell’economia (ma non solo) chiedo a lui. Adesso ho idee molto più chiare su Fiat, Fiom, Marchionne, contratti e referendum. Secondo me non è male condividerle.
Chrysler è in agonia quando arriva Fiat; nessuno la vuole e Obama non può che accettare il progetto Marchionne: allarghiamo gamma, modelli e rete commerciale. Per farlo servono soldi e sacrifici; i soldi, tanti, ce li mette Obama e i sacrifici li fanno gli operai: meno salario e più lavoro.
Perché accettano? Il fatto è che, in America, pensioni e assistenza medica sono aziendali: se l’azienda fallisce i lavoratori non perdono solo la paga ma anche pensione e assistenza; e là le Asl non ci sono. E siccome c’era il sindacato unico aziendale, decidere è stato facile. Obama a questo punto, diventato proprietario del pacchetto azionario Chrysler (i soldi ce li ha messi lui), ne dà il controllo al sindacato: siete i responsabili della fabbrica, datevi da fare. Sicché adesso il controllo di Chrysler non ce l’ha Fiat, ce l’ha il sindacato unico dei lavoratori Chrysler. Che ha naturalmente interesse a far funzionare il progetto Marchionne (alternative non ce n’è), altrimenti addio lavoro, pensione e assistenza.
A questo punto perfino io ho capito che, per un lavoratore Chrysler, a salario ridotto, orario aumentato, rischio pensione etc, che i cugini italiani possano contrattare condizioni economiche migliori, godendo già in partenza di pensione e assistenza sanitaria garantite, non gli sta bene: se nel gruppo Fiat Chrysler ci sono risorse tali da privilegiare i lavoratori italiani, allora almeno dividiamole; oppure, credo che ragionino così, investiamole nella fabbrica e ai colleghi italiani applichiamo lo stesso trattamento che ci siamo beccati noi. E ovviamente non è che Marchionne possa discutere: il controllo di Chrysler ce l’ha il sindacato unico aziendale.
Che fa, dice “Scusate, mi sono sbagliato” e macchina indietro? Ma il mio amico mi ha spiegato anche un’altra cosa. In Chrysler sindacato unico aziendale, tutti allineati e coperti, quello che si decide si fa. E in Fiat la Fiom? E se magari riesce a bloccare il piano Marchionne? E che facciamo, pensano i lavoratori Chrysler, dipendiamo da Landini e Camusso? Qui c’è un progetto che riguarda noi e le nostre famiglie, per il quale abbiamo accettato un sacco di sacrifici, sarà mica la Fiom che ce lo manda al… diavolo. Ecco perché Marchionne è così determinato: il problema non è Mirafiori, è la sopravvivenza del gruppo.
Alla fine, la crisi dell’auto è una pacchia per Marchionne; non ci fosse stata, l’avrebbe dovuta inventare. Con la crisi, l’omologazione dei lavoratori italiani a quelli americani dovrebbe riuscirgli, Fiom o non Fiom. Per dire, uno sciopero in questa situazione non lo fa nessuno; e se lo fanno, si danno la zappa sui piedi: perdita di consenso, emarginazione definitiva.
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Re: Attualit? 1
Ferarra, tremila euro al giorno per i suoi cinque minuti dopo il TG1 Grassi guadagni per l'Elefantino. Giuliano Ferrara incasserà tremila euro a puntata per cinque minuti di trasmissione. Qui Radio Londra, in onda dopo il Tg serale su Raiuno, inizierà tra 15 giorni e finirà a marzo 2013.
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Re: Attualit? 1
E' giallo sulle 'amazzoni' di Gheddafi, potrebbero essere con lui nel bunker
ultimo aggiornamento: 08 marzo, ore 13:55
Roma - (Adnkronos /Aki) - Le 40 bellissime guerriere sono state addestrate al culto della sua personalità. Nelle ultime apparizioni il Colonnello è apparso scortato solo da uomini. La guardia in rosa fu istituita negli anni Novanta
Roma, 8 mar. (Adnkronos /Aki) - Quaranta, giovani, curate e ben truccate. Il piccolo esercito delle 'amazzoni', la guardia personale tutta al femminile del leader libico Muammar Gheddafi, ha fatto parlare molto di sé negli anni passati, ma da giorni ha fatto perdere le sue tracce. Ed è giallo. Secondo alcune fonti di stampa sarebbero rinchiuse con Gheddafi nel suo bunker, secondo altre sarebbero invece state 'sospese' dallo stesso leader all'esplodere della crisi.
Nessuno invece avanza l'ipotesi che abbiano deciso di abbandonare il campo - come hanno fatto già in tanti nell'entourage del Colonnello tra cui la sua famigerata infermiera personale ucraina - visto che sono state addestrate nel culto della sua personalità e della fedeltà fino alla morte. Le ultime immagini relative al piccolo esercito in basco rosso o blu e tacchi alti sono apparse pochi giorni fa in un video diffuso su YouTube.
Si tratta in realtà di un video satirico - uno dei tanti su Gheddafi 'postati' negli ultimi giorni - in cui un suo discorso recente è 'mixato' con musica tecno. Nel montaggio del filmato, le donne che lo circondano sono ballerine in lingerie, una parodia delle impeccabili soldatesse che in genere gli sono accanto.
Di immagini reali delle amazzoni non se ne vedono da mesi. Secondo al-Quds al-Arabi, quotidiano panarabo edito a Londra, il Colonnello avrebbe deciso di sospendere le sue guardie del corpo nel momento in cui la situazione nel Paese si è fatta critica. Le ultime apparizioni di Gheddafi sembrano confermare questa versione.
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Sia nella caserma-bunker di Bab Alazizia, sia in Piazza Verde, sia nel ristorante di Tripoli in cui ha incontrato un gruppo di giornalisti occidentali, il leader libico è apparso accompagnato da una scorta di militari di sesso maschile.
Differente la versione di altri media, soprattutto stranieri, e di alcuni blogger, secondo i quali le 40 amazzoni non avrebbero lasciato Gheddafi, ma sarebbero rinchiuse con lui nel suo bunker di Tripoli, pronte a immolarsi pur di salvargli la vita, nel caso in cui gli insorti dovessero arrivare a minacciare la sua incolumità. Ci sono argomenti validi, seppur non definitivi, anche a favore di questa tesi.
Le 'Gheddafi-girls', come le definiscono in questi giorni ironicamente gli iscritti a Twitter, sono state addestrate a difendere il loro leader a costo della vita. Una testimonianza di questa fedeltà assoluta risale al 1998, quando Gheddafi è scampato a un attentato da parte di un gruppo islamico.
I colpi di arma da fuoco destinati al Colonnello hanno trafitto il corpo di una delle amazzoni, che si è frapposta tra lui e gli assalitori, perdendo la vita. Altre sette 'consorelle' sono rimaste gravemente ferite.
Le telecamere internazionali le hanno viste in azione in un secondo episodio, che risale al 2003. Nel corso di un vertice arabo, Gheddafi ebbe una lite furibonda con la delegazione saudita e le sue amazzoni gli formarono intorno un compatto scudo umano, pronte a passare alle armi o almeno alle mani. Uso delle armi e arti marziali sono infatti i punti cardine della formazione che ricevono le guardie di Gheddafi.
E' stato negli anni Novanta che il Colonnello ha deciso di affidarsi a un corpo al femminile, dopo essersi fatto proteggere per anni da guardie provenienti dalla Germania dell'Est.
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Si dice che il leader libico scelga personalmente, una ad una, le sue guardie e che, una volta selezionate, facciano voto di castità. Non solo abili combattenti come le amazzoni, quindi, ma anche devote vestali.
Tra le tante vignette satiriche e le storielle su Gheddafi che circolano sul web in questi giorni, una si interroga proprio sulla sorte delle sue guardie personali, facendo riferimento all'ipotesi che il Colonnello o alcuni membri della sua famiglia trovino rifugio in un paese amico del Sud America. "Dalle amazzoni all'Amazzonia?", si chiedono gli internauti.
Mentre nel resto d'Europa aumentano i 'se persino la Merkel ci ripensa', in Germania la decisione del cancelliere di sospendere il prolungamento dell'attività delle vecchie centrali nucleari alla luce degli eventi in Giappone viene letta soprattutto come abile mossa pre elettorale. E un sondaggio spiega perché.
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Tre mesi utili per il nucleare e per le Regionali "Il terremoto in Giappone è pazzesco", scrive oggi la Frankfurther Allgeimene Zeitung, perché non solo devasta le sicurezze di un paese tecnologicamente avanzato come il Giappone, ma "porta anche al riposizionamento nel dibattito sull'uso dell'energia nucleare. Il dibattito sul nucleare è comprensibile perché la gente è spaventata. Ma moratoria selvaggiamente sorprendente annunciata da Angela Merkel è un segno di insicurezza".
"Prima di trarre le conclusioni del dibattito - si legge nell'editoriale di Mihm Andreas
- dovrebbero essere analizzati i fatti. Nessuno sa ancora cosa è successo negli impianti giapponesi, e perché il sistema di raffreddamento non ha funzionato. È stato il terremoto o il maremoto? E ancora: i sistemi di sicurezza giapponesi sono comparabili con quelli tedeschi?". Insomma, l'obiettivo immediato della Merkel è
"guadagnare tempo fino a dopo le elezioni in Sassonia-Anhalt, Baden-Württemberg e nella Renania-Palatinato", dove la maggioranza di centrodestra CDU-CSU e FDP potrebbe subire una pesante disfatta. In Sassonia Anhalt si vota il 20 marzo, in Baden Württemberg il 27.
I tedeschi temono gravi incidenti nucleari
Ieri sera, un sondaggio della tv tedesca ARD rivela che il cancelliere è in sintonia con la maggioranza dei Tedeschi: il 70% crede che un incidente grave come quello di Fukushima potrebbe accadere in una centrale nucleare tedesca. Solo il 28% lo esclude. Ben il 39% dei Tedeschi teme che le radiazioni provenienti dal Giappone arrivino in Germania a contaminare aria, acqua e generi alimentari. La moratoria
sul prolungamento della vita delle vecchie centrali? Di dice d'accordo con Merkel l'80% dei Tedeschi. Sinistra furiosa Tutti d'accordo, allora? Non proprio. Dall'opposizione, insorgono Verdi e socialdemocratici, che vedono, dice la Sueddeustche Zeitung, in questa 'inversione a u nella politica nucleare tedesca' una 'farsa del Governo' per vincere le prossime elezioni in Sassonia-Anhalt, Renania-Palatinato e Baden-Württemberg
Ma, dice il quotidiano, se la manovra del governo federale è più di una semplice tattica, "è probabile che il paese avrà presto sette centrali nucleari in meno".
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Re: Attualit? 1
FOTOVOLTAICO: ATTENTI ALLA DISINFORMAZIONE!
Informazioni reali sullo stato attuale del fotovoltaico
Fatelo leggere a tutti
Carissimi lettori questi sono dati reali del fotovoltaico attuale. Siamo costretti a metterli in rete per controbattere la campagna mediatica degli ultimi mesi condotta contro le fonti rinnovabili, e il fotovoltaico in particolare, con lo scopo di screditare l'affidabilita'
tecnica e le potenzialita' economiche delle fonti rinnovabili e per giustificare cosi' il ritorno all'energia nucleare. Viene ancora una volta confermata la nostra ipotesi di tenere all'oscuro gli italiani. Le reti televisive, sia Mediaset che Rai, omettono tutto quello che concerne la tecnologia solare, infatti dalle rimostranze degli addetti al fotovoltaico colpiti dal blocco improvviso del Terzo Conto Energia che comporta il fermo delle attivita'
di circa 150.000 posti di lavoro, le reti sopra menzionate non hanno mai accennato, mentre molte volte siamo costretti a sorbirci servizi per ditte di qualche "vattela pesca"
attivita' che licenzia una cinquantina di persone, o per qualche esasperato che sale sulle gru.
All'interno della Direttiva Europea 2009/28/CE, emanata per favorire lo sviluppo delle fonti rinnovabili, sono stati inseriti dal Ministro Romani dei commi che ne hanno snaturato il contenuto, andando di fatto a colpire gli investimenti del settore fotovoltaico ed eolico.
Contro questo intervento legislativo si sono mobilitate moltissime organizzazioni di categoria e ambientaliste: Aper , Assosolare, Gifi, Asso Energie Future, Legambiente, WWF, Greenpeace, Kyoto Club, Rete Imprese Italia (associazione che comprende Casartigiani, CNA, Confartigianato, Confcommercio e Confesercenti), CGIL, Cisl, Uil e molte altre hanno preso posizione chiedendo al Governo di rivedere la sua decisione.
A sostenere l'intervento del Governo e' la lobby del nucleare, con ENEL in testa, che ha preferito gettare discredito sulle rinnovabili diffondendo una serie di informazioni non corrette e tendenziose invece di avviare un serio confronto sulle fonti energetiche.
Ci sembra quindi opportuno fare chiarezza su una serie di critiche che vengono rivolte al nostro settore.
OCCUPAZIONE DI TERRENO AGRICOLO
SOLON e' da sempre stata favorevole alla integrazione del fotovoltaico negli edifici. Tuttavia, per raggiungere dei volumi minimi il mercato in generale ha avuto la necessita'
di percorrere anche la strada delle installazioni su terreno. Nel decreto oggetto di discussione in questi giorni viene inserito il limite di 1 MW per gli impianti su terreno
agricolo: proposta favorevolmente accolta dalle associazioni, che anche a noi pare ragionevole.
E' bene pero' precisare che il territorio fino ad oggi occupato dal fotovoltaico e' poco. Prendiamo come esempio la Provincia di Padova, che si estende su una superficie di
214.259 ettari. I dati presenti sul sito <http://atlasole.gse.it/> http://atlasole.gse.it/ mostrano che sono presenti circa 40 MW di impianti di taglia singola superiore a 50 kW; mentre gli impianti inferiori a questa taglia e' pressoche' certo siano installati su edifici.
Anche ipotizzando che questi 40 MW (cosa altamente
improbabile) siano tutti ubicati al suolo, se ne deduce un consumo di meno di 100 ettari: ovvero lo 0.04% della superficie disponibile.
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Secondo Legambiente in Italia si urbanizzano 50.000 ettari ogni anno per la costruzione di nuovi edifici, strade e aree residenziali. Si capisce quindi come la critica legata all'uso del suolo venga strumentalmente utilizzata solo per attaccare il fotovoltaico quando invece dovrebbe essere prioritariamente incentrata sulle grandi speculazioni edilizie che si sono verificate negli ultimi anni.
Va poi ricordato che gli impianti fotovoltaici possono essere facilmente rimossi ripristinando l'ambiente, e che il materiale impiegato (moduli, cavi, strutture), puo'
essere completamente riciclato.
MAGGIORI ONERI NELLE BOLLETTE
Una critica costante apparsa sulla stampa e' relativa agli oneri che la collettivita' deve sostenere per coprire gli incentivi erogati alle fonti rinnovabili.
APER e' andata a fare un calcolo preciso degli impatti in bolletta delle sovvenzioni alle rinnovabili.
Considerando una bolletta media di 425 Euro/anno si puo'
vedere come 31 Euro siano destinati alle voci A3, A2 e MCT.
Dietro queste sigle si nascondono varie spese che nulla hanno a che vedere con le fonti rinnovabili:
-5,2 Euro sono destinati allo smantellamento delle centrali nucleari. Considerato che le 3 centrali italiane sono state spente nel lontano 1987, si puo' facilmente intuire quale sia l'enorme spreco di denaro anno dopo anno per la messa in sicurezza e la gestione (impossibile) del problema scorie;
-2,8 Euro vengono regalati alla grandi imprese energivore, come cementifici e acciaierie, per fornire loro energia a basso prezzo. L'Unione Europea ha gia'
multato
varie volte il nostro Paese perche' questa e' una pratica di concorrenza sleale;
-8,4 Euro vengono destinati alle cosiddette assimilabili ovvero all'energia prodotta bruciando i rifiuti (inceneritori) e gli scarti dei processi di raffinazione del petrolio. In 9 anni sono stati spesi 33 Miliardi di Euro per sovvenzionare questa energia, altamente inquinante e fonte di gravissime patologie.
-Rimangono quindi meno di 15 Euro/anno, pari a
1.25 euro al mese, di fondi realmente spesi per le rinnovabili e solo parte di questi fondi vanno al fotovoltaico.
Poniamoci questa domanda: Siamo disposti ad investire un caffe' al mese per avere energia pulita, distribuita ovunque , scalabile e senza nessun impatto sull' ambiente e sull'uomo?
E' bene ricordare che i costi esterni legati all'uso delle fonti fossili sono enormi: come detto, il problema delle scorie nucleari e' tuttora irrisolto e vengono spesi circa 200 Milioni di Euro/anno solo per andare avanti in attesa di una soluzione, mentre d'altro canto i danni ambientali delle centrali termoelettriche a carbone sono enormi e si scaricano sul sistema sanitario nazionale.
Purtroppo in Italia non ci sono numeri precisi ma secondo uno studio dell'Accademia Nazionale delle Scienze degli Stati Uniti sono stimabili spese di circa 12 Miliardi di Euro/anno per la cura di patologie legate agli inquinanti emessi da centrali termoelettriche.
Se nei prossimi mesi la bolletta sara' piu' pesante non sara' certo per colpa del fotovoltaico ma dell'andamento del prezzo del petrolio al quale il prezzo dell'energia e'
strettamente legato: di contro se avessimo avuto una maggiore potenza installata da fonti rinnovabili, tale dipendenza sarebbe molto ridotta.
Si dimentica poi di ricordare che il settore fotovoltaico produce gettito per le casse dello Stato e allo stesso tempo la distribuzione di incentivi ad impianti medi e piccoli significa tenere la ricchezza sul territorio.
ESEMPI DI DISINFORMAZIONE
-Dal Sole24ore del 1 Marzo 2011 pagina 22: il ministro Romani sostiene che gli italiani in bolletta hanno pagato 20 Miliardi di incentivi tra il 2009 e il 2010. Falso: i dati del 2010 non sono ancora noti mentre quelli del 2009 sono pari a 2.1 Miliardi di euro (fonte:
Autorita' per l'Energia).
-Dal Corriere della Sera del 3 Marzo 2011 pagina
35: il giornalista Sergio Rizzo riporta che sarebbero state richieste autorizzazioni per 130 GW. Un numero fuori da ogni logica se si considera che, come rilevabile in data odierna dalla home page del sito <http://www.gse.it/> www.gse.it siamo giunti a 3.7 GW, ovvero solo il 2% di quanto riportato dall'autore. L'autore presenta poi il dato della Puglia, dicendo che ben 358 ettari sono stati occupati dal fotovoltaico. Purtroppo non basta dare un numero
grande: l'astronomica cifra equivale infatti allo 0.02% della superficie complessiva. Nel contempo si dimentica che in Puglia e' attiva, a Cerano, la centrale a carbone piu' inquinante d'Europa: grazie a questa centrale un salentino su 3 e' a rischio cancro.
Nell'altra parte dell'articolo l'autore continua a riportare dati non contestualizzati: prima cita il caso di un impianto non completo in Puglia e poi di un sequestro in Sicilia. Fermo restando che e' giusto punire gli speculatori e chi non rispetta le procedure, vale la pena ricordare che sul primo caso l'ing. Trezza del GSE si e' espresso dicendo che era l'unico palese caso di violazione riscontrato in centinaia e centinaia di controlli, mentre quanto al sequestro si tratta di un impianto che come detto dall'autore non e' mai entrato in funzione e, pertanto, in base al criterio del Conto Energia, non ricevera' nemmeno un euro di incentivi.
-Dal Sole24ore del 4 Marzo 2011 pagina 5: il titolo dell'articolo fa intuire che si siano fermate le speculazioni grazie alla legge del Governo. Niente di piu'
falso. Il decreto all'art. 23 comma 9-ter reintroduce una potenza massima annuale come nella primissima versione del Conto Energia del 2005. Questo sistema fu modificato proprio per evitare che speculatori senza scrupoli, con in mano solo un pezzo di carta, potessero lucrare sulle autorizzazioni a scapito dei veri investitori.
-Dichiarazione dell'AD di ENEL, Fulvio Conti il 5
Marzo: secondo Conti il decreto spinge allo sviluppo dell'efficienza della tecnologia che progredisce. Si fatica a capire come si possa fare sviluppo dell'efficienza senza un quadro legislativo chiaro. Conti poi dice che ENEL sta costruendo a Catania una fabbrica da
750 Milioni di Euro per produrre moduli fotovoltaici:
farebbe bene a ricordare che circa il 40% di tale cifra arriva da una sovvenzione statale e regionale a fondo perduto.
-Dal Sole24ore del 6 Marzo 2011: il Ministro Romani sostiene che questo decreto stabilizza il mercato dando un quadro chiaro sugli incentivi. E' quasi ridicolo dover commentare questa frase: non esistono incentivi certi dopo il 31 Maggio 2011 e il mercato e' in subbuglio totale.
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Condividete questi concetti con amici, parenti e conoscenti.
I dati parlano chiaro e in questo momento abbiamo il diritto e il dovere di difendere la nostra causa.