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Interview With Roger Steffens
Old 06-09-07 10:15
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Category: 2002
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ROGER STEFFENS
THE MOST POPULAR BOB MARLEY'S COLLECTOR
(By Marco Virgona - dec 2002)


BMM: Possiedi la pi? vasta collezione al mondo di musica reggae. Come ? iniziata questa passione?
RS: Sentii parlare per la prima volta di musica reggae grazie ad un articolo di Michael Thomas sulla rivista Rolling Stone del luglio 1973. La dipinse in termini cos? romantici che cercai subito qualcosa da sentire. Il mio primo album fu "Catch a fire" di Bob Marley che non tolsi dal piatto per 3 settimane. Scoprii contemporaneamente anche il film "The Harder they come" e la sua colonna sonora cosa che mi diede il colpo finale! All?epoca vivevo a Berkeley, in California e a San Francisco Bay c?erano numerosi negozi di dischi che importavano dalla Gran Bretagna materiale della Trojan e di altre etichette. A San Francisco, sulla Fillmore Street, c?era un negozio chiamato "Trenchtown Records" condotto da un uomo di Kingston che importava ogni settimana gli ultimi singoli. Si chiamava Ruel Mills e grazie a lui conobbi artisti come Alton Ellis, Slim Smith, i Techniques e molti altri. Non se se si pu? considerarlo come un lavoro il mio, nell?ambito della musica reggae: volevo solo reperire tutto quello che potevo su Bob Marley, i Wailers, il reggae in generale, la cultura e la politica giamaicana, Haile Selassie, Etiopia, Africa etc... Dopo quasi 28 anni, sento finalmente di cominciare a penetrare dentro questo mondo. Attraverso gli anni la mia piccola collezione ? via via aumentata -non ho mai buttato nulla- e ora riempie dal pavimento al soffitto 6 camere della mia casa! (ho la moglie pi? paziente del mondo). Molti hanno visitato il mio archivio, comprese le star del reggae pi? famose e gente che ama Bob Marley come Carlos Santana e i Beastie Boys. Mi sono specializzato su Bob, Bunny e Peter insieme alla globalit? della grande famiglia dei Wailers: i Melody Makers e gli altri figli di Marley, le I-Threes etc.. Possiedo oltre 2.000 ore di registrazioni audio inedite di Bob Marley, oltre 100 ore di video, ogni tipo di singolo, album e centinaia di Cd. Il numero totale di materiale che possiedo approssimativamente consta di 13.000 cassette, 9.000 dischi e Cd, 10.000 poster, 3.000 libri e riviste, 2.000 distintivi, 1.800 t-shirts, migliaia di fotografie, classificatori e cassetti pieni di ritagli.

BMM: Hai incontrato personalmente Bob Marley: Che cosa ti ha colpito di pi? in lui? Qual?? il ricordo pi? caro che conservi di quell?incontro?

RS: Lo incontrai brevemente nel 1978 alle prove di uno spettacolo nel nord della California, nella cittadina di mare chiamata Santa Cruz. L?anno seguente il mio collega Hank Holmes e io cominciammo un programma radio di reggae music chiamato "Reggae beat". Eravamo in onda da 6 settimane quando qualcuno ci chiam? dalla Island Records chiedendoci se volevamo seguire Bob Marley per due settimane "on the road". Cogliemmo subito l?opportunit? al volo e seguimmo Bob nel sud della California per il suo tour di promozione dell?album "Survival". Quello sarebbe stato purtroppo il suo ultimo tour nella costa ovest degli Stati Uniti. Il mio ricordo pi? caro? Ero seduto vicino a lui al Roxy Club in Sunset Strip e lo guardavo mentre, in totale solitudine, svolgeva le prove del concerto. Suon? tutti gli strumenti da solo e ci mise tre ore per essere sicuro che tutto funzionasse a dovere. Non penso ci sia mai stata un?altra superstar che si dava cos? da fare come Bob Marley. Era la misura della sua grande disciplina, la sua pi? grande virt? e io non lo dimenticher? mai.

BMM: Sappiamo che la tua canzone preferita ? "Waiting in vain". Qual?? secondo te la meno riuscita?

RS: La peggiore per me ? "Milkshake and potato chips", una strampalata canzoncina pop che Danny Sims gli fece registrare alla fine degli anni `60 (grazie a Dio non la compose Bob) per penetrare nel mercato americano del rock?n?roll: l?idea pi? insensata che abbia mai udito.

BMM: Ti consideri un Rastaman?

RS: Penso che per essere veramente un Rasta devi avere una "visione" personale di Haile Selassie, una cosa che a me ancora non ? capitata. Io rispetto enormemente questa filosofia e amo moltissimo ci? che rappresenta. Ma una delle ragioni per cui ho lasciato il "Reggae Beat" dopo 8 anni e 4 ore di programma moltiplicate per 400 domeniche pomeriggio fu che mi fu chiesto di fare una apologia dei Rasta, un compito che non mi faceva sentire a mio agio.

BMM: Puoi anticiparci se Danny Sims, produttore della Jad Records ha intenzione di pubblicare a breve altro materiale inedito di Bob Marley?

RS: La maggior parte del materiale inedito ? raccolto nella antologia "The Complete Wailers 1967-1972". Ci sono altre cose negli archivi ma in pessime condizioni di registrazione, nastri, demo ma comunque qualcosa potrebbe essere restaurato e venire alla luce.

BMM: C?? un nastro, un disco o un video al quale tieni in particolar modo?

RS: Il video ? quello della pi? grande performance di Bob, l?Amandla Festival allo stadio Harvard di Boston, il 21 luglio 1979, la pi? importante registrazione inedita di Marley: ? criminale che la sua pubblicazione sia stata bloccata dalla famiglia Marley per tutti questi 21 anni! Il nastro ? quello chiamato "Bedroom tape", registrato da Marley nella camera da letto della casa della madre, a Miami, accompagnato dalla sola chitarra acustica. Sembra che Jah parli attraverso la voce di Bob, parole come "la giuria mi ha trovato colpevole e io ho trovato colpevoli anche loro". E? ancora meglio dello "Sweden Hotel Room Tape" pubblicato su "Songs of freedom". Ma per qualche strana ragione la famiglia Marley non vuole renderlo pubbico.

BMM: Grazie a Roger Steffens, One Love!
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Money is numbers and numbers never end. If it takes money to be happy, your search for happiness will never end (bob marley)
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